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libero archivio di medicina naturale senza padroni ne' servi. per non morire di ignoranza; rimedi naturali complementari o in alternativa ai farmaci chimici. (gli argomenti trattati sono pubblici, non sono prescrizioni e non intendono influenzare negativamente chi legge. Quello che è scritto qui potrebbe sconvolgere le vostre convinzioni. l'intento è quello di divulgare informazioni su argomenti spesso ignorati. si ritiene che la conoscenza sia la base per la miglior cura di se stessi buon viaggio)

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mercoledì, 28 marzo 2007

Africa, AIDS e nutrizione

ho trovato sulla leva di archimede

http://www.laleva.org/

Africa: Sconfiggere l’AIDS con la nutrizione
Che il vaccino anti AIDS non sia dietro l’angolo come ci promettono da anni, l’hanno capito persino i più ottusi di noi. Che gli effetti dei farmaci anti-retrovirali  siano fatali per i pazienti nella maggior parte dei casi, anche se abilmente mischiati in un cocktail sta diventando sempre più chiaro.
Il problema maggiore però lo vediamo in Africa, dove, secondo le stime ufficiali, più di 20 milioni di persone sarebbero infettate dal “virus” che, secondo alcuni, causa una devastazione del sistema immunitario tale da condannare le persone affette alla morte.
Due problemi: in primo luogo, le stime vengono fatte senza che si trovi il virus nei pazienti, e nella grande maggioranza dei casi, non si fa neanche il test che sarebbe troppo costoso. In secondo luogo, nessuno ha mostrato come il virus faccia tutto quello che gli addebitano.
Essendo un retrovirus, hiv non è mai presente in quantità per “agire da virus” e fare i danni che invece ci sono.
Quali sono le cause, allora, di tanta morte e disperazione?
L’Africa è un continente povero. Impera la zanzara infettata con il parassita della malaria, abbonda l’acqua inquinata con armate di germi patogeni. Manca da mangiare e dove si mangia, certamente scarseggiano gli elementi vitali, proteine, vitamine e minerali. Perciò, dicono alcuni ricercatori, tra i quali il dottor Matthias Rath, che si potrebbe controllare il problema con semplici interventi sulla qualità della vita, inclusi igiene e nutrizione.
Questa soluzione “terra-terra” non va proprio giù a quelli che della promozione di farmaci tossici hanno fatto la loro ragion di vita. La cosiddetta “Treatment Action Group”, finanziata dalla Rockefeller Foundation, accusa il Dott. Rath di voler uccidere i malati, incoraggiandoli a rifiutare il “cocktail”, che secondo loro salverebbe la vita. Rath invece sta trattando i malati con la nutrizione di base con aggiunta di integratori, e ottiene ottimi risultati, e a vicenda accusa le grandi case farmaceutiche di genocidio premeditato.
Non è meraviglia, perciò, che il tutto si stia avviando verso una lunga battaglia legale. Alla fine, sarà il risultato quel che conta. Chi salva i malati ha ragione.
Sepp Hassiberger

postato da: dissidio alle ore 09:49 | link | commenti
categorie: aids, aids in africa
martedì, 27 marzo 2007

storia: vecchie iniziative molto attuali.

Non dimentichiamocene.

Da sempre l'umanità ha lottato contro il malessere e le malattie.

qualcuno è morto per questo, e bisogna ricordarlo, non certo per amore del paradosso.

Quando la nonna applicava gli impacchi di semi di lino sui nostri ascessi dentari, vibrava nella stanza l'entità dell'antenata messa sul rogo per questo.

Una sorta di rivalsa, ecco cosa è. Curarsi con rimedi antichi, laddove è possibile, senza avvelenare a morte le nostre cellule.

Navigando qua e là, ho trovato un sito della lila di Trieste, ultimo aggiornamento nel 2001.

Il gruppo non esiste più, ma il lavoro rimane. La memoria ha un importanza fondamentale per lo sviluppo dell'umanità.

Chi ci dice che è roba vecchia, può ricordare che AZT ha una cinquantina di anni, e buon per lui ha trovato una collocazione.

L'agopuntura sopravvive da millenni, e viene usata oggi, con ottimi risultati.

fatevi un giro in questo link e buona navigazione

http://www.retecivica.trieste.it/lila/elect/elect9.htm

 

martedì, 20 marzo 2007

pic al ministro Livia Turco

 

ricevo e diffondo

Pazienti Impazienti Cannabis

associazione nazionale di pazienti per l' auto-mutuo-aiuto

http://www.pazienticannabis.org

Via Gustavo Modena 95,  00153 Roma

CF 97421430584

e-mail: info@pazienticannabis.org

fax: +39 06 47243823

                                                                                                 All' att.ne del Ministro della Salute  On. Livia Turco

 

Roma,  01/ 02/ 2007

Oggetto:  Richiesta di erogazione dei farmaci a base di cannabinoidi a carico del Servizio Sanitario Nazionale

 

On.le Ministro,

 

siamo un' associazione ufficialmente registrata di pazienti affetti da varie gravi patologie, tra cui sclerosi multipla, tumori, epilessia, glaucoma, hiv-aids, fibromialgia ed altre, riconosciuta dal Suo Ministero.

La presente è per richiederLe che, in attesa dell' approvazione definitiva del nuovo ddl in materia di terapia del dolore e principi attivi cannabinoidi, da Lei presentato e già approvato dal Consiglio dei Ministri, i seguenti farmaci a base di cannabinoidi, la cui commercializzazione è autorizzata in altri Stati europei ma non ancora sul territorio nazionale, e tuttavia ritenuti indispensabili da medici e pazienti per il trattamento di diverse gravi patologie, possano venire erogati per tali soggetti a totale carico del SSN, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648.

 

Derivati sintetici

    * Marinol ® (dronabinol)

    * Dronabinol

    * Cesamet ® (Nabilone)

(Questi farmaci tuttavia sono di vecchia concezione, risalente ai primi anni '80, sono stati i primi ad essere immessi sul mercato ed è stata riportata dai pazienti una maggiore incidenza di effetti collaterali rispetto a quelli a base naturale sotto elencati, più recenti ed efficaci e meglio tollerati.

Infatti le capsule, contenenti solo THC sintetico ed eccipienti, mancano degli altri cannabinoidi 'minori' come il CBD che, pur non essendo psicoattivi, hanno un ruolo importante nel bilanciare e mitigare gli effetti del THC e renderlo quindi più tollerato dall' organismo, oltre ad essere considerati attualmente di grande interesse dai ricercatori per avere proprietà terapeutiche proprie solo in parte scoperte).

 

Inflorescenze di cannabis sativa

    * Bedrocan ® e Bedrobinol ®

 

Granulato di inflorescenze

    * Bediol ®

(Distribuito in farmacia dal Ministero d. Salute d' Olanda a partire da marzo 2007,  ha una concentrazione di THC 5.5% e di CBD 8%)

 

Estratti naturali a contenuto standardizzato di THC e CBD

    * Sativex ®

 

Come Lei ha giustamente dichiarato nel corso della recente audizione parlamentare, a causa della complessità e delle caratteristiche della normativa in Italia, allo stato attuale l’uso medico della cannabis indica e addirittura le ricerche scientifiche sugli effetti terapeutici dei suoi principi attivi registrano un grave ritardo rispetto al panorama internazionale.

Infatti in altri Paesi, europei e non, tali specialità medicinali sono state ampiamente sperimentate e col passare degli anni sono diventate opzioni terapeutiche di uso corrente, e l' accresciuta conoscenza del complesso sistema endo-cannabinoide è andata di pari passo con continue scoperte su nuovi campi di applicazione. 

Data la specificità di tali principi attivi e la totale assenza di farmaci analoghi nel nostro Paese, e considerando altresì la mancanza di valide alternative terapeutiche per le stesse indicazioni, essendo spesso i farmaci attualmente disponibili meno efficaci e/o causa di pesanti effetti collaterali, Le chiediamo di intervenire affinchè per i pazienti sia possibile beneficiare di tale terapia a cura del SSN, nei casi ritenuti necessari dai loro medici curanti.

 

Il follow-up nei paesi in cui tali farmaci sono di uso corrente ha evidenziato un rapporto rischi/benefici particolarmente favorevole, la totale assenza di casi di morte o intossicazione acuta, e la pressochè totale assenza di effetti collaterali indesiderati che non siano reversibili spontaneamente in poche ore, con un margine di sicurezza che va molto al di là dei dosaggi terapeuticamente efficaci. Di ben pochi altri farmaci si può dire lo stesso, compresi quelli di uso più comune anche nel nostro Paese.

Alla sicurezza si aggiunge la notevole economicità della terapia, in particolare utilizzando i prodotti a base di infiorescenze naturali commercializzati direttamente dal Ministero della Sanità d' Olanda, in commercio dal 2003 e di provata affidabilità ed efficacia, oltre che prodotti, trattati e confezionati industrialmente con elevati standard qualitativi.

 

Consideri che, nel nostro Paese, anche i pazienti autorizzati dal Suo Ministero all' importazione di queste specialità medicinali incontrano notevoli difficoltà nell' accedere concretamente alla terapia in oggetto, nonostante anche la Convenzione sulle sostanze psicotrope di Vienna del 1971, ratificata dal nostro Paese nel 1981, riconosca “che l’uso delle sostanze psicotrope a fini medici e scientifici è indispensabile e che la possibilità di procurarsi delle sostanze a tali fini non dovrebbe essere oggetto di alcuna restrizione ingiustificata,…”. 

La più insormontabile delle difficoltà è oggi quella di carattere economico. 

In concreto, mentre alcune Asl si rendono disponibili ad erogare tali terapie tramite day-hospitals, senza caricare dei costi il paziente residente nel loro territorio, altre chiedono, in molti casi anticipatamente, il pagamento totale del farmaco e delle spese per le farraginose procedure di importazione, creandosi in tal modo una grave disparità di trattamento, anche all' interno della stessa Regione o Comune, tra chi può curarsi e chi non ha le risorse finanziarie necessarie per farlo.

La soluzione day-hospital è frutto della sensibilità individuale degli operatori delle singole Asl alle sofferenze, difficoltà e necessità dei malati residenti nel loro territorio, e necessita di pari sensibilità e com-passione da parte dei dirigenti di tali day-hospitals. Pur essendo prevista e perfettamente lecita, non è quindi una procedura facilmente praticabile anche perchè, applicandola, le Asl rinunciano volontariamente al pagamento da parte del malato.

 

Per tutelare il diritto dei pazienti sofferenti di gravi patologie, in base alla legge 648-96, Le chiediamo quindi l' urgente emissione di un Decreto affinchè, anche quando le specialità medicinali a base di cannabinoidi sono erogate dai Dipartimenti Farmaceutici Territoriali, ne sia prevista l' immissione in commercio a totale carico del SSN.

Tale Decreto consentirebbe di evitare ai malati in stato di necessità medica, ai loro familiari ed ai loro medici un inutile e gravoso carico economico ed emotivo addizionale, e darebbe piena attuazione al principio Costituzionale del diritto alla salute ed alla qualità e dignità di vita, indipendentemente dal reddito percepito. Un diritto di primaria importanza per chi è già penalizzato da patologie invalidanti.

                                                           

Distinti saluti,

 

 il Presidente

 

 seguirà documentazione

postato da: dissidio alle ore 08:48 | link | commenti
categorie: cannabis terapeutica

sosteniamo claudio

Ricevo e volentieri diffondo                                                                

 

 

2 euro per aiutare Claudio e liberare l' Italia dagli ipocriti

 

Claudio soffre di nefrite e di neuropatia periferica. Il suo medico ha già ricevuto da qualche mese l' autorizzazione da parte del Ministero della Salute per l' importazione del Bedrocan, la cannabis medicinale naturale distribuita dall' Health Ministry olandese, richiesta per dargli "sollievo dal dolore neuropatico e miglioramento nelle articolazioni e nella mobilità".

Ma sta ancora aspettando, perchè la sua Asl, la RmB, gli aveva chiesto il pagamento di 750 euro prima di ordinargli il farmaco.

I pazienti sono in attesa che si trovi una soluzione ponte nel frattempo che il disegno di legge del Ministro Turco, che inserisce il THC nella tabella II tra le sostanze prescrivibili, venga approvato definitivamente.

Oggi in Italia alcune Asl forniscono gratuitamente il farmaco ai pazienti, mentre altre, anche nella stessa città, chiedono al malato di pagarlo, come nel caso della Asl di Claudio, mettendo così in crisi il principio Costituzionale del diritto alla salute indipendentemente dal reddito percepito.

    Ora con la RmB si è fatto un compromesso, di più non siamo riusciti ad ottenere: il Bedrocan è stato ordinato, ma verrà consegnato al paziente solo se nel frattempo avrà pagato il conto.

Se non lo farà entro 30 giorni, verrà consegnato ad altri pazienti residenti nel territorio di quella Asl che invece possano permettersi la spesa (e siano comunque già stati autorizzati ad importarlo).

Claudio riuscirà a racimolare solo una piccola parte della cifra necessaria, e quindi la sua speranza di curarsi legalmente per qualche mese con i fiori di Cannabis dipende da noi.

Inutile dire quanto sia importante, anche a livello culturale, che anche in Italia si sappia che molti pazienti traggono beneficio da questa antica cura naturale, consapevolezza che si era sempre scontrata con l' obiezione che 'la cannabis è una droga che uccide i nostri giovani' e non un farmaco.

Bene, anche con soli due Euro a testa non aiuteremmo solo Claudio nella sua battaglia, ma aiuteremmo la società italiana tutta a togliersi molti strati di paraocchi ideologici ed a diventare finalmente civile, in quanto anche Claudio potrà parlare senza timore ad alta voce dei benefici riscontrati nel corso della terapia, contribuendo con gli altri pazienti ad una importante battaglia per la verità.

Già nel caso di Fabrizio di Chieti a gennaio siamo riusciti a raccogliere i soldi necessari (sul sito c' è l' estratto conto), e speriamo di farcela anche questa volta con l' aiuto di tutti, anche con i tuoi 2 euro.

 

Inviali tramite c/c postale a:

 

 C/C postale: 67474270  intestato a: Fabrizio Pellegrini

(Coord. Bancarie: IT-44H-07601-15500-000067474270)

 

    

il  PIC

7 / 02 / 2007

 

 

http://pazienticannabis.org        info@pazienticannabis.org

postato da: dissidio alle ore 08:28 | link | commenti
categorie: cannabis terapeutica, sostegno e solidarietà
mercoledì, 07 marzo 2007

nocività delle scie chimiche

 

I SINTOMI CAUSATI DALLE SCIE
Una delle tesi prevalenti mette in relazione le scie chimiche alle epidemie di influenza (tra cui anche Sars, Aviaria, Mucca pazza, ...); tanto per fare un esempio, i Centri per il Controllo della Malattia (in USA) in merito ad una epidemia di influenza hanno affermato che poteva essere dovuta a un "patogeno sconosciuto": dal loro Aggiornamento al Compendio dell'Influenza del 6 maggio 2000, su 100 persone decedute, 11 erano morte a causa di questa "malattia di tipo influenzale", ma il 99% dei pazienti malati risultava negativo ad un test per l'influenza.
I sintomi più ricorrenti riportati dai testimoni sulla scia di queste strisce bianche sono: tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi.
I primi a risentire degli effetti di queste scie chimiche sono gli anziani, i giovani e le persone indebolite da malattia o in cattive condizioni fisiche.
LA PERICOLOSITA' DEL BARIO, DELL'ALLUMINIO E DI ALTRI METALLI PESANTI
Quella che segue è una descrizione di alcuni metalli, pesanti e non e dei loro effetti sulla salute. Nel capitolo Chelazione sono descritti alcuni metodi per la disintossicazione da metalli, solo per informazione sui passati tentativi
Alluminio
Simbolo: Al
Numero Atomico: 13
Questo metallo si trova dappertutto, essendo il metallo pesante prevalente nella crosta terrestre e fino a poco tempo fa considerato inerte, quindi non tossico. In realtà vi sono ormai evidenze sufficienti per ritenerlo implicato in alcune patologie, come alcuni tipi di cancro e di malattie neurologiche.

Le fonti possibili di esposizione di alluminio includono l'acqua potabile (particolarmente nelle zone esposte a pioggia acida) le pentole ed utensili da cucina e i farmaci che lo contengono come ad esempio il Maalox.
Nondimeno è ingerito comunemente con alimenti e medicine come gli antiacidi ed è usato nei cosmetici.
Molti scienziati ritengono che, a causa della sua abbondanza sulla terra e dell'uso diffuso, non sia realmente molto tossico. L'alluminio non è un vero metallo pesante, per esempio ha un peso molecolare leggero (numero 13 sulla tabella periodica degli elementi) e si comporta diversamente dai metalli come piombo o mercurio.
La gamma della quantità di alluminio nel corpo umano è fra i 50mg e 150mg, con una media di circa 65mg.


Fonti
Per la maggior parte delle persone, l'assorbimento maggiore di alluminio proviene dagli additivi alimentari quali il fosfato di alluminio di sodio (un emulsionante dei formaggi fusi), l'allume di potassio ( usato per imbiancare farine) ed il silico-alluminato di sodio e/o il silicato di calcio di alluminio (aggiunto al sale comune da tavola per facilitarne l'uscita dalla saliera impedendo la formazione di grumi).
Usando pentole, vaschette e fogli di alluminio per l'uso quotidiano in cucina, alcune particelle di alluminio vengono assorbite dal cibo che poi mangiamo, specialmente i cibi acidi come i pomodori (sughi ecc.). Alcuni antiacidi contengono l'idrossido di alluminio ed è stato anche rilevato che alcune "aspirine per bambini" contengono alluminio. Altre fonti comuni sono: anti traspiranti, dentifrici, amalgami dentali, cosmetici, borotalco e filtri delle sigarette, alcune acque potabili, tè commerciali e lievito. Questo termine deriva dal latino alumen.
La contaminazione avviene soprattutto attraverso: sale da cucina (solo se addizionato a silicato di Al come antiagglomerante); farina bianca (è contenuto nello sbiancante); fogli di alluminio; contenitori di alluminio; lattine; antiacidi; amalgama dentario; pentole e utensili da cucina in alluminio; deodoranti; lieviti in polvere; formaggi fusi (come emulsionante); acque depurate con solfato di alluminio per azione battericida.

Assorbimento
L'alluminio viene assorbito a livello intestinale, anche se scarsamente. La maggior parte dei 10-100 mg presenti nell'alimentazione (tutti gli alimenti anche se non contaminati contengono tracce di questo metallo) viene escreta con le feci.
La maggior parte di questo minerale può essere trovata nei polmoni, nei reni, nelle ossa, nel cervello, nel
fegato e nella tiroide. L'assunzione giornaliera di alluminio è stata valutata fra i 10mg e 110mg, ma il corpo tende ad eliminarne la maggior parte nelle feci, nell'urina e in parte nel sudore.
Con funzioni insufficienti dei reni, più alluminio viene immagazzinato, specialmente nelle ossa.

Danni
L'alluminio si lega soprattutto al DNA e si deposita in particolare nel cervello, dove provoca danni alla cellula neuronale.
Le cellule dei pazienti affetti da diverse forme senili di demenza, e in particolare quelli affetti da Alzheimer, contengono da 4 a 6 volte più alluminio dei controlli, ovvero di un campione di personae affine (per esempio per sesso e età), ma sana.
A livello generale può provocare stipsi, cute secca, cefalea, disturbi della memoria.

Terapia e prevenzione
Come abbiamo visto le fonti di possibile contaminazione e accumulo dell'organismo sono quasi tutte controllabili individualmente: si tratta di evitare di utilizzare utensili da cucina in alluminio e di limitare il consumo di cibi o bevande conservati in contenitori di alluminio.
Amalgame e antiacidi possono essere sostituiti dal dentista e dal medico con prodotti che non contengono alluminio. Non è possibile rimuovere per chelazione l'alluminio presente nell'organismo attraverso una terapia orale con minerali, e risulta quindi ancora più importante l'adozione di misure preventive.
Nei casi gravi può essere effettuata una terapia con un farmaco (EDTA), direttamente sotto stretto controllo medico.

I danni causati dall'alluminio
Bario
Simbolo: Ba
Numero Atomico: 56
Questo termine dal greco barys che significa "pesante".
Il bario è un elemento alcalino della terra e anche un metallo pesante tossico.
Nel 1774, i minerali che contengono il bario sono stati identificati da Karl Scheele da cui il metallo puro fu ricavato per elettrolisi da Humphrey Davy in 1808. La tossicità del bario tende ad essere relativamente bassa a meno che non venga ingerito in grandi quantità o vengano fatti degli aerosol. L'inalazione di bario può causare l'irritazione temporanea dei polmoni. L'ingestione accidentale o intenzionale di bario può provocare diarrea, vomito ed dolori addominali. L'esposizione umana a livelli pericolosi di bario in acqua potabile contaminata può causare problemi al fegato, allo stomaco, ai reni ed in altri organi, ipertensione miocardica e muscolare, formicolio alle estremità e perdita di riflessi a livello tendineo.
Quando il bario viene assorbito, può rimuovere il potassio all'interno delle cellule e causare effetti di vario genere nel tono muscolare, nelle funzioni del cuore ed nel sistema nervoso.
Alcuni antiparassitari possono contenere sali assimilabili di bario (idrossido, cloruro, o carbonato).
Le fonti comuni di bario sono: composti usati nei test medici con l'impiego dei raggi X, stampa, ceramica, plastica, tessuti e coloranti, in additivi dei combustibili, carta, sapone e gomma, nella produzione del vetro, di vernici e negli antiparassitari.
Le principali fonti alimentari di bario sono latte, farina, patate e alcuni tipi di noci.
Alcuni ricercatori considerano il bario un elemento essenziale, ma la sua funzione metabolica non è dimostrata.
Il capello può essere utilizzato come monitoraggio per il bario contenuto nell'organismo.
Apporti eccessivi di sali solubili di bario (nitrati, solfuri, cloruri) possono risultare tossici.
La misurazione nel sangue è una affidabile verifica di un eccesso di bario.

Sintomi di avvelenamento:

Salivazione, nausea, vomito, crampi addominali, diarrea violenta ed ematica, ipokaliemia, polso irregolare, bradicardia da extrasistoli ventricolari, ronzii auricolari, vertigini, spasmi muscolari fino a convulsioni e paralisi flaccida; morte per insufficienza respiratoria o arresto cardiaco.

Misure di emergenza:Somministrare rapidamente per os solfato di sodio (30g in 200 ml d0acqua), a seguire gastrolusi poi ulteriore solfato di sodio; antispastici e analgesici per le coliche addominali; sedare le convulsioni con diazepam; ristabilire il quadro elettrolitico.

Trattamento di supporto e mantenimento:

Infusioni saline per correggere la disidratazione, monitoraggio ECG, trattare lo shock.
Patologia:Peristalsi violenta, ipertensione atriale, disturbi cardiaci, danno renale tardivo. Il bario stimola da contrazione di tutte le cellule muscolari.
Torio
Ssimbolo: Th
Numero atomico: 90


Elemento metallico radioattivo, appartenente alla serie degli attinidi nella tavola periodica.
Fu scoperto nel 1828 dal chimico svedese Jöns Jakob Berzelius. È di colore scuro, poco reattivo nei confronti dell'acqua, solubile in acido cloridrico e solforico, poco solubile in acido nitrico. Fonde a 1750 °C, bolle a circa 3850 °C, ha densità relativa 11,8 e peso atomico 232,038.
Il torio è l'elemento radioattivo più diffuso sulla superficie terrestre ed è presente in piccole quantità nella torite e nella orangite sotto forma di silicato; si trova anche nella torianite, un minerale radioattivo, come ossido che accompagna l'uranio. I più grossi depositi sono composti da ossido di torio, ThO2, nelle sabbie di monazite di India e Brasile.
Il torio ha isotopi di massa variabile fra 212 e 236. Il torio 232, un materiale radioattivo fertile, si trova in natura, ha vita media di 14 miliardi di anni, ed è il primo membro delle serie di decadimento radioattivo, che porta all'isotopo stabile piombo 208. Il bombardamento del torio 232 con neutroni lenti produce l'isotopo fissile uranio 233, durante un processo simile a quello che si verifica quando neutroni veloci generano dall'uranio 238 l'isotopo fissile plutonio 239; per questo motivo il ciclo torio-uranio è impiegato dagli scienziati in alternativa al ciclo uranio-plutonio.
Il torio metallico è usato in leghe non ferrose, soprattutto di magnesio, e come stabilizzante nei tubi elettronici; l'ossido di torio viene impiegato nei filamenti luminosi e come catalizzatore. Può essere utilizzato anche per migliorare le comunicazioni dei radar.

Bromo
Simbolo: Br
Numero Atomico: 35
Il bromo, come il cloro e il fluoro è un gas tossico. I sali del bromo sono stati impiegati per trattare indigestione acida o per sedare. Il bromo può rimuovere il cloro in alcune funzioni del corpo. Troppo bromo può causare tossicità negli esseri umani. Sintomi di leggera intossicazione possono includere affaticamento, debolezza, irritabilità, sonno disturbato, processi mentali lenti e scarsa memoria. Una severa intossicazione può causare confusione e sonnolenza, delirio, stupore, depressione, allucinazioni e, come estremo, psicosi. Questo termine deriva dal greco brômos che significa fetore.


FONTI
http://www.medicinenon.it/modules.php?name=News&file=article&sid=25

APPROFONDIMENTI
http://www.mednat.org/vaccini/alluminio.htm
http://www.eurosalus.com/static/mineralogramma_php3
http://www.mednat.org/falsa_medicina.htm
http://www.salus.it/veleni/bario.htm
http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/art_3712.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Torio
postato da: dissidio alle ore 08:55 | link | commenti (1)
categorie: scie chimiche, metalli pesanti, nocività
martedì, 06 marzo 2007

Compriamo l'oppio dall' afganistan

proposta di legge

 

postato da: dissidio alle ore 11:31 | link | commenti
categorie: guerra, oppio

I vaccini fanno ammalare

Il piemonte ha reso facoltative le vaccinazioni gia' da qualche mese. Il
veneto sta approntando una legge in tal senso e la Toscana ha da pochissimo
reso facoltative le vaccinazioni ! e cosi' la legge e' uguale per tutti gli
italiani..??!!

Ogni vaccino induce immunodepressione per TUTTA la vita e' quindi normale
che un vaccinato sia piu' debole (specie i
  bambini super vaccinati) e che
quindi abbia anche il morbillo e/o qualssiasi altra malattia; con la
vaccinazione del vaiolo hanno indotto nella popolazione l'influenza
spagnola, con quella della Polio hanno indotto l'epatite ed il morbillo e la
meningite, vedi nelle caserme cosa succede dopo le vaccinazioni fatte ai
militari...essi si ammalano si meningite tant'e' che i medici militari
affermano che vi sono epidemie di meningite nelle caserme...

http://www.mednat.org/vaccini/meningite_boom.htm
http://www.mednat.org/vaccini/meningite_nigeria_morti.htm
http://www.mednat.org/vaccini/meningite_vaccini.htm
http://www.mednat.org/vaccini/meningite_casi_aumento.htm
ecc ecc e NON e' solo la meningite in aumento : + asma + allergie +
epilessie + sindromi varie + distrofie + sclerosi + sids + down + leucemie +
malattie gastroenteriche ecc.ecc.
Grazie medici vaccinatori per il bene che fate alla societa' umana.....

Ma tutto cio' serve alle case farmaceutiche per creare, mantenere ed
ampliare il mercato dei malati...vaccinatevi che fa bene...ai fatturati dei
produttori di vaccini...e male a voi che vi ammalerete di qualsiasi
malattia. !
vedi Statistiche Istat nel ns Portale sotto Danni dei vaccini, parlano
chiaro...

G. Paolo Vanoli (I2VGP) - Giornalista Pubblicista, Consulente in Scienza
della Nutrizione e Medicine Biologico Naturali
www.mednat.org
postato da: dissidio alle ore 11:21 | link | commenti
categorie: vaccini

profilattico femminile, femidom

 
IL PROFILATTICO FEMMINILE (FEMIDOM)
Il Femidom (profilattico femminile) è uno strumento di prevenzione dell'HIV e delle altre malattie sessualmente trasmesse che può essere utilizzato dalle donne. Benché in Italia sia difficile da reperire e assolutamente assente dai consultori ginecologici, questo profilattico è disponibile nelle farmacie e nei consultori di molti paesi: in Brasile, per esempio, il governo lo distribuisce gratuitamente a tutte le donne che ne facciano richiesta; in Francia il governo, sollecitato dalle associazioni, ha lanciato una campagna specifica su questo prodotto e lo ha reso disponibile a prezzi accessibili. In Italia, invece, lo si può acquistare o ordinare in alcune farmacie, via internet, oppure nei sexyshop.
Il Femidom dovrebbe essere considerato un’opzione in più anche per le donne Italiane che vogliono gestire in prima persona la propria sessualità e la propria protezione. Il prezzo italiano però è molto alto (7,50 euro una confezione da 3).
COS'è
Il preservativo femminile è una morbida e resistente guaina trasparente di poliuretano che si inserisce nella vagina prima di un rapporto sessuale, proteggendo sia dalla gravidanza che dalle malattie a trasmissione sessuale. Esso forma una barriera tra il pene e la vagina, la cervice e i genitali esterni. E’ più resistente del lattice, inodore, non provoca reazioni allergiche e, a differenza del lattice, può essere usato sia con i lubrificanti a base oleosa che con quelli a base acquosa. Può essere inserito prima del rapporto, non dipende dall’erezione maschile e non richiede l’immediato ritiro del pene dopo l’eiaculazione.
Utilizzato correttamente e coerentemente, il preservativo femminile è efficace quanto gli altri metodi contraccettivi e non presenta effetti collaterali conosciuti o rischi.
Il preservativo femminile è disponibile in Europa dal 1992 ed è ora presente in dozzine di paesi in tutto il mondo. Nel 1993 la US Food and Drug Administration (FDA) ha approvato il preservativo femminile per il mercato e
la distribuzione.
Il
preservativo femminile fornisce una doppia protezione nei confronti di gravidanze e di MST compreso l’ HIV/AIDS.
COME E’ FATTO
Una guaina resistente di poliuretano, lunga 17 centimetri, con un anello flessibile su entrambe le estremità.
Il poliuretano è una morbida e sottile materia plastica, più resistente del lattice, usato per realizzare molti preservativi maschili
Il poliuretano conduce calore, per cui l’attività sessuale con il preservativo femminile può diventare molto sensuale e naturale
Il poliuretano è inodore
L’anello interno è utilizzato per inserire il preservativo femminile e aiuta a mantenerlo al posto giusto. L’anello interno scivola dietro l’osso pubico
L’anello esterno è morbido e rimane all’esterno della vagina durante il rapporto sessuale. Esso ricopre la zona intorno all’apertura della vagina (la vulva)
Protegge vagina, cervice e genitali esterni, rappresentando una estesa barriera di protezione
Non ci sono seri effetti collaterali associati all’uso del preservativo femminile, e meno del 10% di coloro che lo usano riportano lievi irritazioni. Il poliuretano non provoca reazioni allergiche
Può essere inserito prima del momento del rapporto, quindi non interrompe la spontaneità sessuale
E’ già lubrificato con un prodotto a base di silicone e senza effetto spermicida, di cui c’è bisogno al fine di facilitarne l’introduzione e i movimenti durante il rapporto
Possono essere utilizzati ulteriori lubrificanti, sia a base oleosa che acquosa
Non è stretto
Non richiede prescrizione
COME USARLO
Alcune indicazioni
Il Femidom è refrattario al virus HIV ed a tutte le malattie sessualmente trasmissibili
Il Femidom può essere inserito alcune ora prima del rapporto
Il Femidom si utilizza una sola volta
Dopo i preliminari, l’anello esterno può scivolare leggermente all’interno della vagina per non essere visibile e non ostacolare le stimolazioni manuali
È lungo come il preservativo maschile ma più largo
L’anello esterno, muovendosi leggermente sulla clitoride, aumenta il piacere
Su ciascuna confezione sono riportate le istruzioni per l’uso
Si consiglia di lubrificarlo abbondantemente: c’è la possibilità di lubrificare sia con lubrificanti a base d’acqua che a base grassa
Non è necessario rimuoverlo subito dopo il rapporto
Per rimuovere il Femidom, l’anello esterno dovrà essere mantenuto stretto e girato su se stesso per evitare la fuoriuscita dello sperma
Non va usato contemporaneamente al condom: ci può essere il rischio di rottura
Il Femidom può essere usato anche per rapporti anali togliendo l’anello interno
Ricorda: all’inizio e prima di utilizzare il Femidom in un rapporto è meglio fare delle prove per prendere confidenza e imparare bene come indossarlo e come posizionarlo.
 
PERCHE’ USARLO
Prima di tutto il Femidom è un’opzione in più per le donne che vogliono gestire in prima persona la propria sessualità e la propria protezione.
Il Femidom ti consente di non chiedere all’uomo di indossare il profilattico e quindi sei tu a decidere di usare le protezioni senza dover dipendere dal tuo patner
Per motivi biologici, socioeconomici o culturali, le donne sono da 3 a 8 volte più vulnerabili degli uomini all’HIV.
D’accordo: a prima vista non è molto eccitante a cominciare dal nome “Femidom” che sa di medicinale, ma anche il suo aspetto non è il massimo: una sorta di piccolo guanto trasparente senza dita che non invita di certo ad usarlo. Ma se alcune donne non ne sono state sedotte, quasi tutte invece trovano formidabile il fatto che esista qualcos’altro con cui proteggersi.
Senza bisogno di indossarlo subito prima di un rapporto, si può posizionarlo molto prima e dimenticarlo e ciò può favorire
la spontaneità.
Il Femidom è refrattario al virus HIV ed a tutte le malattie sessualmente trasmissibili.
Il materiale di cui è composto il Femidom non altera la temperatura del corpo e ciò risulta molto gradevole. Per quanto riguarda l’uomo bisogna dire che il fatto di non dovere indossare il preservativo può facilitare l’erezione.
Per tutti, il preservativo femminile evita le allergie in quanto ipoallergenico.
ALCUNE ESPERIENZE DIRETTE
Dicono del Femidom...

Cecilia Blot-Vitalis, animatrice di AIDES Loira Atlantica, dice: “il preservativo femminile non è molto bello a vedersi, sembra così poco erotico. A differenza di quello maschile, che si indossa sul pene seguendone la forma, il Femidom si introduce nella vagina; se lo paragoniamo ad un assorbente interno, anch’esso deve essere applicato, accompagnato e ciò richiede un minimo di esercizio, ma ne vale la pena perché è un mezzo di contraccezione molto efficace”. Aggiunge Sonia: ”bisogna comunque avere confidenza col proprio corpo, e questo non è sempre possibile, specialmente per le donne alle prime esperienze sessuali”.
Più pragmatiche delle europee, le donne africane utilizzano molto il Femidom, incoraggiate dalle associazioni come Afrique Avernir, Ikambere o Ifafe (Iniziative delle Donne Francesi ed Europee), che lo promuovono attraverso brochures e pubblicazioni informative.
In Francia il Femidom è distribuito gratuitamente presso alcune associazioni come AIDES, in caso di scarsa pubblicità, prezzo eccessivo o poca reperibilità in farmacia.
Nicole Solier, del Ministero della Salute, fa notare che esiste ancora una forma di reticenza da
parte di alcuni ginecologi a proporlo. Lei sostiene che ciò avviene a causa di una cultura ancora poco diffusa ed anche una attitudine “machista” in atto. “Sarebbe meglio che fosse reperibile dappertutto, non solo in farmacia” sostiene ancora Sonia.
Alcune esperienze

Sonia, una donna di 31 anni, sieropositiva da 13, lo vede come una liberazione: “mi permette di prendere in mano la mia sessualità. Con il mio compagno ritroviamo sensazioni dimenticate, ci fa sentire meno estranei e più protetti. All’inizio non ero molto convinta di usarlo ma ora, dopo 3 anni, alterno il preservativo femminile a quello maschile”.
Il Femidom ha portato vantaggi alle coppie sierodiscordanti. Beatrice, 40 anni, sieropositiva dall’86, ha una relazione da dieci anni con Timoteo, sieronegativo. Lei sostiene che l’arrivo del Femidom, questo nuovo “compagno di viaggio”, ha fornito un’alternativa al preservativo e anche se esso può risultare rumoroso…si può sempre inserire un sottofondo musicale!
Per Didier, sieropositivo da 15 anni, il Femidom rappresenta una vera chance nel suo rapporto di coppia: “quando la mia donna lo indossa, io mi sento meglio, mi piace la possibilità di fare l’amore senza indossare sempre io il preservativo”.
Il momento della sessualità ci ricorda inevitabilmente la presenza del virus; il preservativo
femminile permette di distribuire il senso di responsabilità della prevenzione all’interno della coppia e porta anche un po’ di fantasia.
Milena sieronegativa della Lila lo ha provato insieme al suo patner: a essere sinceri noi abbiamo trovato, ma chiaramente soprattutto lui, molto fastidioso l'anello interno che serve per adattare il Femidom all'interno della vagina perchè il pene vi può sfregare contro durante il rapporto. Visto che era la “nostra prima volta” col Femidom, mi è sorto il dubbio di non essere riuscita ad adattarlo bene al collo dell'utero. Tolto questo dubbio, per me a livello epidermico non è cambiato molto mentre lui accusa sensazioni di spessore "plastico": in effetti la consistenza del lattice è parecchio superiore ad un preservativo maschile e la differenza si sente.
Per tanto ad oggi posso dire che sicuramente è stato un bel gioco da giocare, che continuo a proporlo ad amiche e amici per averne dei rimandi, che potrebbe essere migliorato in quanto a spessore e che comunque ti da sicuramente una sensazione di protezione totale!
Se sei sieropositiva/o è importante tutelarsi dalla reinfezione: avere rapporti non protetti con partner sieropositivi ti espone al rischio di venire a contatto con ceppi di virus diversi dal tuo, e ciò potrebbe accelerare il decorso verso la malattia.
DOVE TROVARLO
Una confezione da 3 Femidom costa 7,50 EURO
Lo puoi trovare nelle più fornite farmacie comunali, se non è disponibile lo si può ordinare
In tutti gli ipermercati Panorama
Nei sexyshop più forniti
Su Internet, ad esempio sul sito www.condomizzati.it 
al negozietto dell'usato in via dei Pilastri 33/rosso a firenze, nei pressi di Piazza S. Ambrogio viene distribuito  gratis
 
 
postato da: dissidio alle ore 11:03 | link | commenti
categorie: femidom