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libero archivio di medicina naturale senza padroni ne' servi. per non morire di ignoranza; rimedi naturali complementari o in alternativa ai farmaci chimici. (gli argomenti trattati sono pubblici, non sono prescrizioni e non intendono influenzare negativamente chi legge. Quello che è scritto qui potrebbe sconvolgere le vostre convinzioni. l'intento è quello di divulgare informazioni su argomenti spesso ignorati. si ritiene che la conoscenza sia la base per la miglior cura di se stessi buon viaggio)

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lunedì, 21 aprile 2008

semi di pompelmo

 
SEMI DI POMPELMO - CITRUS PARADISI MAC FAYDEN
 
Famiglia: Rutaceae
Pianta officinale, alimentare
Parte utilizzata: semi
 
PRINCIPI ATTIVI
composti polifenolici quaternari; ac.ascorbico; aminoacidi
 
PROPRIETA'’
I semi di pompelmo contengono bioflavonoidi e naringina,
isosakuranetina, neoesperidina, esperidina, diidrocanferolo,
quercetina, canferolo, apigenina rutinoside ecc. Piu alcune proteine.
L' estratto viene ricavato dai semi e dalla polpa disidratata. Per l'
estrazione vengono impiegate glicerina o grasso di cocco, non si tratta
di una semplice estrazione, ma di una serie di processi durante i quali
si formano nuovi legami chimici. Per esempio i bioflavonoidi vengono
trasformati in legami quaternari, questi legami esercitano una potente
azione inibente vero i batteri, funghi, parassiti e alcuni virus,
mantenendo una btossicita' estremamente bassa nei confronti dell' uomo
e degli animali come dimostrato in numerosi studi e test di
laboratorio.
I risultati delle ricerche indicano che l'estratto dei semi di
pompelmo agisce su 800 ceppi di batteri fra i quali: salmonella, e.
Coli, vibrio cholerae, staph, strep, lysteria, shigella dysenteriae,
clamydia etc., virus, su circa 100 ceppi fi funghi e molti parassiti
monocellulari. Dagli studi effettuati risulta che l' estratto dei semi
di pompelmo esercita attivita' antimicrobica a una concentrazione di 1
a 1000. Un gruppo di ricercatori nel 1989/90 provo' la loro attivita'
su 773 ceppi batterici e 93 ceppi di funghi e fece un confronto con 30
antibiotici e 18 antimicotici. Il risultato fu che' lazione dei semi
era uguale a quella delle altre sostanze esaminate. Ricerche
scientifiche hanno dimostrato che il limite oltreil quale si rischia
l'intossicazione e' 4000 volte superiore alla dose normale di 10-12
gocce. Un individuo di 80 chili ne dovrebbe ingerire 1,3 litri per
avere una intossicazione.
L'estratto allegerendo, grazie all' azione antimicrobica, il lavoro
del sistema immunitario contribuisce a rafforzarlo. Generalmente non
genera allergie , ma le persone con allergia verso gli agrumi
potrebbero essere sensibili all' estratto di semi di pompelmo.
L'estratto e' impiegato nelle forme influenzali, nelle infezioni
gastrointestinali da batteri , virus e funghi, nelle parassitosi, nelle
ulcere e gastriti sostenute dall' helicobcter pylori, nel trattamento
della candida( saccaromiceta che normalmente si sviluppa nell'intestino
senza provocare danni , se il sistema immunitario si indebolisce,
questo fungo puo' proliferare e emigrare in altri organi come rene,
polmoni, pelle e altre mucose causando notevoli danni. Ad esempio,
flatulenze, colite, ulcere dell'apparato digerente, disturbi femminili
come dolori mestruali, fibrosi, disturbi maschili, come prostatite,
allergie, asma, sinusite ecc. Questi disturbi vengono provocati dalle
tossine della candida che ne produce circa un centinaio. Una di queste,
puo' provocare alterazioni ormonali, altre ai nervi, inoltre la candida
puo produrre alcool. Le diverse tossine sovraccaricano inoltre il
lavoro del fegato.
INDICAZIONI
Infezioni batteriche da samonella, e.coli, vibrio cholerae,
staphilococchi, streptococchi, lysteria, shigella dysenteriae,
clamydia; affezioni intestinali da protozoi (entamoeba hystolytica,
giardia lambia)¨; infezioni vaginali croniche da candida; malattie da
raffreddamento, influenza; disturbi del tratto gastro intestinale
(colite ulcerosa, soprattutto se associata alla presenza di patogeni
quali shigella, giardia lamblia, amebe)¨ "diarrea" del viaggiatore,
come preventivo e curativo; squilibri della flora intestinale (in
associazione con lactobacillus acidophylus, lactobacilus rhamnosus,
bifidobacterium); potenziamento delle difese immunitarie (in
associazione con estratti di echinacea, uncaria,tabebuia, astragalo.
 
NOTE
Ricerche tossicologiche confermano che gli estratti dei semi di
pompelmo non presentano alcuna tossicità alle dosi consigliate né a
breve né a lungo termine. Soltanto il 3-5 % dei pazienti non tollera
bene l'acidità tipica dell'estratto. In questi casi si consiglia di
assumere l'estratto a stomaco pieno iniziando il trattamento con il
dosaggio minimo, per poi aumentarlo.Sconsigliato agli allergici agli
agrumi
Ld50: 5000 mg/kg
 
postato da: dissidio alle ore 10:22 | link | commenti
categorie: piante, candida, medicina naturale, voci dalla savana
venerdì, 18 aprile 2008

training autogeno

postato da: dissidio alle ore 09:23 | link | commenti
categorie: medicina naturale
giovedì, 17 aprile 2008

formula ESSIAC

 La storia di Renè Caisse

 

Famosa è la formulazione base del decotto d'erbe di Rene Caisse: radice di Arctium lappa (Bardana), Rumex acetosa (detta anche erba brusca e Rumex acetosella o acetosa minore), corteccia di Ulmus rubra (olmo rosso nordamericano), radice di Rheum palmatum (rabarbaro).
Le proporzioni di questi 4 ingredienti sono in multipli di 4: 1 parte di radice di Rheum palmatum, 4 parti di Ulmus rubra, 16 parti di Rumex acetosa, 24 parti di radice di Arctium lappa.
 
La preparazione è la seguente:
1). Si prendono 100 grammi di queste erbe e si immergono in 5 litri di acqua in una pentola d'acciaio inox di almeno 10 litri di capienza.
2). Si porta ad ebollizione facendo bollire il tutto per 12 minuti, con la pentola chiusa.
3) Si spegne il fuoco e si immergono le erbe che fossero rimaste attaccate alle pareti della pentola.
4) Si rimette il coperchio e si lascia riposare per almeno 6 ore o per tutta la notte.
5)      Si rimuove il coperchio e si dà una rimescolata.
6)      Si riporta sul fuoco fin quasi alla bollitura ma senza far bollire di nuovo la tisana.
7)      Si aspetta che le erbe si depositino sul fondo e si versa il contenuto ancora caldo in 4-5 bottiglie da un litro ciascuna, possibilmente sterilizzate in precedenza.
8)      Analogamente all'Aloe arborescens, conservare i preparati al buio e in frigorifero.
 
Le dosi consigliate sono le seguenti: 8 cucchiai grandi da minestra 3 volte al giorno, a digiuno, da aggiungere in bicchiere con acqua calda per rendere tiepida la bevanda. Se viene indotta la risposta immunitaria, iniziare la fase di mantenimento con 4 cucchiai grandi da minestra al giorno, a digiuno.
Nota: per digiuno si intende: 1 ora prima dei pasti, oppure due ore dopo i pasti.
 
La formula di Renè Caisse è stata in seguito migliorata da De Sylva (definita "Caisse Formula"), aggiungendo in questo preparato altre tre erbe: Xantoxilum fraxineum, Plantago major e Trifolium pratensae (trifoglio): essa sembrerebbe più efficace di quella basata sulle sole 4 erbe.
Si prepara in piccole boccette, da versare poi con un cucchiaino da The in tazza, aggiungendo acqua bollente, attendendo 15 minuti (contro i tre minuti del The verde), trascorsi i quali si filtra (o si lascia il deposito sul fondo) e si assume come un normalissimo The.
Una boccettina dura dai 15 giorni ai due mesi, a seconda delle dosi assunte; le dosi consigliate sono di un cucchiaino raso da The quattro volte al giorno per forme gravi di tumore. Per il mantenimento dell'eventuale stato di remissione dalla malattia, le dosi da dare sono di due volte al giorno.
 
Nota:
1)      L'Arctium lappa (Bardana, Erba tignosa, Lappa, Lappola, Lappolaccio) di cui si utilizzano le radici del primo anno vegetativo, in autunno, e del secondo anno, in primavera, prima dell'emissione dello scapo fiorale (azione immuno-stimolante e antibiotica);
2)      La Rumex acetosa (Acetosa) di cui si utilizza tutta la pianta prima che fiorisca al secondo anno di vita, particolarmente ricca di vit. C; può essere causa però di calcolosi renale (utile quindi assumere anche, da parte del paziente, del comune Magnesio, possibilmente con Vegetali);
3)      Il Rheum palmatum (Rabarbaro cinese), di cui si usano le radici di vecchie piante private del periderma, l'acido crisofanico potrebbe avere una certa azione anti-tumorale anti H-IFP (vedi cap.4); ha componenti simili a quelle dell'Aloe.
4)      Il Trifolium pratensae (Trifoglio rosso), di cui si usano i fiori per 4 sostanze antitumorali: Genisteina (sospettato come inibitore di crescita), Daidzeina, Formononetina, Biocanina.
 
Il decotto d'erbe di Rene Caisse è commercializzato anche dalla Flor Essence, e distribuita in Italia da Ambrosia , via Ricasoli 55/r, 50122, Firenze ( ambrosia@hesp.it); (MOHAN@HESP.IT) tel: 055-6585550, 055-291087; 055-283830; Fax: 055-283830. Come nel caso dell'Aloe arborescens (vedi nota 1) si consiglia però anche la preparazione con erbe proprie, in aggiunta o in sostituzione.

postato da: dissidio alle ore 10:21 | link | commenti
categorie: essiac

Caro Firenzuoli, direttore del reparto di fitoterapia dell'ospedale di Empoli

ESSIAC® E’ SICURO ED EFFICACE.
Da: http://www.essiac.it/html/COMUNICATO_NUTRIGEA.htm
 
LE NOTIZIE DIFFUSE DAL CENTRO DI MEDICINA NATURALE DI EMPOLI SONO FALSE E DIFFAMATORIE!
 
COMUNICATO NUTRIGEA SULLA CAMPAGNA ANTI-ESSIAC®
 
            Il Centro di Medicina Naturale di Empoli, diretto dal dr. Firenzuoli, ha dato grande diffusione ad una notizia secondo la quale l’ESSIAC® sarebbe non solo dannoso, ma addirittura aumenterebbe lo sviluppo del tumore, in particolare nelle donne con tumore al seno. Gli organi di stampa (ANSA, AGR), ripresi da giornali e numerosissimi siti Internet, hanno diffuso la notizia secondo cui lo stesso Centro di Medicina Naturale, assieme al Dipartimento di Oncologia Medica (dr. Fiorentini), avrebbero provato che l’Essiac®:
 
            “non "offre alcuna prova di utilità o di attività antitumorale ne' serve a migliorare la qualità della vita dei pazienti''. La ricerca ha inoltre verificato che la bevanda può perfino favorire la proliferazione di cellule maligne e danneggiare di più proprio le donne già malate. Fabio Firenzuoli, direttore del Centro clinico di medicina naturale, precisa: "Dietro ai rimedi così detti naturali può esserci molta speculazione che si basa sulla credulità generale e la speranza dei malati". 
 
            Si tratta di una notizia completamente falsa!
 
            Il dr. Firenzuoli non ha mai svolto studi sull’ESSIAC®, ha solo annunciato di volerne svolgere uno. La valutazione negativa che ha diffuso così ampiamente su tutti i media si basa solo su 1 studio in vitro, a cui si contrappongono, oltre che 80 anni di uso positivo dell’ESSIAC® in tutto il mondo, altri 2 studi in vitro, e diversi altri studi in vivo, che dimostrano esattamente il contrario, ovvero che l’ESSIAC® è efficace e assolutamente privo di qualsiasi effetto dannoso. Non solo, ma lo stesso studio in vitro utilizzato dal dr. Fiorentini afferma che, a dosaggi più alti, l’Essiac® inibisce la replicazione tumorale! E l’altro studio citato dal dr. Firenzuoli addirittura afferma che, nei partecipanti allo studio “…l’Essiac® è solo un indicatore del disagio fisico, e non la sua causa”; mentre le stesse donne intervistate nello studio hanno in maggioranza asserito di avere tratto beneficio dalla tisana!
            Per una valutazione più attenta degli aspetti scientifici del problema, alleghiamo al presente comunicato la Lettera Aperta del Dr. Scoglio, il massimo conoscitore dell’ESSIAC® in Italia.
            Il dr. Firenzuoli e la sua equipe sono stati estremamente superficiali, nella migliore delle ipotesi, e chiaramente denigratori, scatenando una campagna diffamatoria nei confronti di un prodotto tradizionale come l’ESSIAC® senza alcun fondamento, anzi volutamente dimenticando di citare gli studi e gli elementi, assai più numerosi, a favore di ESSIAC®.
            Forse per aumentare la presunta gravità del problema, Firenzuoli diffonde la notizia per cui ESSIAC® sarebbe venduto ai malati di tumore via Internet. Anche questo è falso!!!
            ESSIAC® è un marchio registrato, e il prodotto ESSIAC®, quello a cui si riferiscono gli studi in questione, è distribuito in esclusiva in Italia da Nutrigea nelle Farmacie e nelle Erboristerie; è consigliato da medici e professionisti nell’ambito della medicina naturale e della fitoterapia da oltre 10 anni. Dunque, se speculazione c’è, è quella messa in atto in maniera superficiale e irresponsabile dal dr. Firenzuoli, che a questo punto dovrebbe spiegare se, al di là delle dichiarazioni nominali, ha più a cuore la fitoterapia o invece la sua distruzione!
            Abbiamo già attivato i nostri avvocati per intimare al dr. Firenzuoli, e a tutte le testate e media che ne hanno amplificato le sparate sensazionalistiche, l’immediata rettifica delle notizie false e diffamatorie sull’ESSIAC®. Ci riserviamo comunque di procedere con tutti i mezzi consentiti contro tutti coloro che continueranno a diffondere tali notizie, per ristabilire la verità e ottenere la riparazione dell’enorme danno procuratoci.
 
         La Direzione
NUTRIGEA S.A. – Dogana - R.S.M.
www.nutrigea.com – info@nutrigea.com
 
postato da: dissidio alle ore 09:59 | link | commenti (4)
categorie: essiac
martedì, 15 aprile 2008

di Monica Russo
 pubblicato sul trimestrale di medicina naturale “Salute è“
 abbinato al mensile AAM TERRANUOVA n. 10 dicembre 03.
 
Numerosi oramai i ricercatori che mettono in discussione l’origine virale dell’HIV. La nuova ipotesi vede l’Aids come una malattia metabolica causata da più fattori e non da un virus che talaltro non è mai stato isolato.
 
La Scienza Ufficiale dichiara che l´Aids è una malattia causata da un virus chiamato HIV, il quale si replicherebbe all’interno delle nostre cellule T4 che costituiscono una parte importante del nostro sistema immunitario. Il virus si moltiplicherebbe fino a ridurre considerevolmente il numero totale di queste cellule, sottoponendo il "malato d´Aids" ad un’immunodepressione e a tutta una serie di infezioni secondarie innocue per la maggior parte delle persone ritenute "sane".
Questa definizione ufficiale sull’Aids è stata più volte contestata da molti scienziati, tra cui tre premi nobel e varie centinaia di studiosi. Tre noti ricercatori, il dr. Heinrich Kremer, il dr. Stefan Lanka ed il dr. Alfred Hassig non la condividono affatto, anzi vedono il ripetersi di uno stesso errore, che la scienza ha fatto nei confronti dello scorbuto e della pellagra, ritenute per decenni malattie infettive, e che hanno causato una psicosi di massa e l´isolamento di migliaia di persone. Caso analogo è avvenuto in Giappone con lo smom, un´epidemia degli anni ´60. All’epoca vennero spesi ben 15 anni per cercare il virus responsabile; la ricerca terminò nel momento in cui ci si rese conto che lo smom era provocato dalla tossicità di un nuovo farmaco.
L´esperienza di Kremer
Nato in Germania nel ´37, negli anni ´60 consegue un dottorato prima in medicina, poi in psichiatria e neurologia. Diventa quindi responsabile di un progetto di terapia sociale per tossicomani e carcerati, in seguito diventa medico di una clinica per tossicodipendenti con un comprensorio di ben cinque regioni tedesche e si occupa di riabilitazione psicosomatica e di ricerca clinica sulle profilassi di infezioni.
Nell’84 effettua la prima prova clinica del test di anticorpi HIV e lo ritiene non specifico. Si rivolge alle autorità sanitarie tedesche dichiarandone l´inefficacia, ma gli viene imposto l´obbligo di utilizzo. Accetta, chiedendo in cambio l´anonimità del test. Per ufficializzare la non specificità aggiunge alle provette dei pazienti, campioni del suo sangue e di quello dei suoi colleghi: mentre non tutti i pazienti risultano positivi, lui e i suoi colleghi risultano esserlo.
Trovata la conferma ai suoi dubbi sulla validità del test, da le dimissioni nell’88 in quanto contrario alla politica governativa sulle droghe e sull’uso di AZT nell’Aids. Nello stesso periodo prevede che nelle carceri tedesche, unico posto dove le persone vengono testate all’entrata e all’uscita per l’HIV, non ci sia mai stato alcun contagio nonostante la presenza di 20.000 tossicomani su 60.000 detenuti. E così è stato. A distanza di 10 anni, incredibilmente, i dati ufficiali confermano la sua previsione; solo malattie veneree ed epatiti risultano essere state veramente trasmesse.
Le certezze di Lanka
Biologo molecolare di 37 anni, ha lavorato presso l´Università di Costanza in Germania, dove risiede, ed ha conseguito un dottorato in virologia. I suoi importanti studi lo hanno condotto ad occuparsi del problema Aids portando un notevole contributo.
Essendo virologo ha verificato la procedura per l´isolamento dell’HIV e ha scoperto che questa non è mai avvenuta, il virus non è mai stato fotografato isolato.
I risultati di Hassig
Immunologo, è stato consigliere dell’Oms e direttore del programma di raccolta e distribuzione del sangue per la Croce Rossa svizzera a livello mondiale.
Hassig avverte che a livello biologico nell’Aids avvengono le stesse reazioni che vediamo nella sepsi da shock traumatico in tempi molto rapidi e nella malnutrizione in maniera più lenta, e che portano al catabolismo, alla morte delle cellule e alla mancata riproduzione delle stesse. Quindi l´Aids, conclude Hassig, è una malattia metabolica e non virale.
Le cause sono cumulative: psichiche, tossiche, infettive, traumatiche e nutrizionali. Nel malato di Aids è molto dannoso lo stress psichico, dovuto alla "sentenza di morte" che riceve una volta testata la sieropositività. A questa vanno aggiunte le cause tossiche per il consumo di droghe e l´utilizzo di terapie velenose quali AZT, Bactrim e antibiotici, le infezioni dovute a epatiti ricorrenti, gli eventuali danni da vaccini, ecc.
Dalla collaborazione di Kremer e Hassig, e alla luce del lavoro dei nobel Robert Furchgott e Louis Ignarro sulla funzione dell’ossido di azoto (NO) nella modulazione dell’immunità cellulare, diventa chiaro quanto non sia più necessario responsabilizzare un ipotetico virus, per spiegare il "quadro AIDS", ma si possa invece dimostrare l´origine metabolica e non virale della stessa.
Il dr. Kremer ha tenuto l´anno scorso un seminario, in Italia, per 12 medici e terapeuti. In quei quattro giorni ha trasmesso loro il risultato dei suoi studi, sostenendo che solo una reale comprensione della malattia può determinare una possibile cura, ed essendo una malattia provocata da molti fattori, bisogna osservare la storia particolare di ogni paziente e vedere quali sono i fattori predominanti per quella determinata persona, quindi agire equilibrando, sviluppando e stimolando il corretto funzionamento dell’organismo.
Ovviamente è fondamentale capire che non si è stati contagiati da nessun virus mortale. Con questa comprensione il dr. Kremer invita ogni medico e terapeuta ad applicare il metodo di cui ha esperienza per poter ripristinare la capacità di autoregolazione del corpo.
Essendo un medico ufficialista, opta per una terapia ortomolecolare per rinforzare l´equilibrio red-ox generale, analizzando minuziosamente i processi di formazione dell´energia cellulare, individua i blocchi che si generano nella sua alterazione e che creano circoli viziosi. Utilizza come cura aminoacidi (n-acetil cisteina, arginina, glutammina), acidi grassi ( omega 3 e 6 ) ma anche antiossidanti naturali della medicina tibetana, anche se il riequilibrio può essere ottenuto da terapie diverse purché siano dirette al miglioramento del metabolismo.
Il riequilibrio intestinale
Tutti i ricercatori indipendenti che stanno investigando sull’Aids, partendo da punti molto diversi, stanno convergendo nel fatto che questa malattia si può riassumere come una grave disbiosi intestinale, ossia la rottura dell´equilibrio tra la flora intestinale ed i funghi normalmente presenti.
La Dr.ssa Clark osserva che la stessa situazione la troviamo in tutti i casi di cancro e anche la medicina ufficiale inglese riconosce pubblicamente, in un articolo apparso sul quotidiano spagnolo "El Pais" agli inizi di luglio, la relazione tra vaccinazioni e autismo nei bambini. L’organismo dei bambini più deboli invece di produrre solo anticorpi, si ammala di un´infezione intestinale che provoca una cascata a catena di eventi: disbiosi intestinale con aumento dei funghi, i cui metaboliti bloccano i ricettori neuronali di zone del cervello in una fase di crescita ancora molto delicata, che non reagiscono più agli stimoli normali.
Si può quindi comprendere quanto sia importante la salute intestinale in tutte le malattie. Nei malati di Aids è molto comune la proliferazione squilibrata di candida che produce una grande quantità di sostanze tossiche per i mitocondri delle cellule, determinando nell’organismo uno stato di deficit energetico e quindi un circolo vizioso.
Un aspetto importante della funzione intestinale è la pulsazione dinamica che possiamo osservare nei bambini appena nati. Questo movimento è rapidamente perso in quasi tutti noi durante il processo "educativo", quando oramai è ben noto che la formazione e la distribuzione dell’energia nel corpo avviene attraverso la pulsazione spontanea dell’addome. Qualora ciò non accada, a causa di forti traumi o di rigidità addominale eccessiva, si può verificare un´alterazione delle placche di Peyers, il cervello dell’intestino (veri e propri neuroni collegano direttamente l´aspetto fisico a quello emotivo), e si crea un terreno scompensato che predispone a malattie soprattutto di natura intestinale destinate a comparire dopo anni o decenni.
Ritrovare la propria vitalità
Un´interessante intervista è andata in onda su Reporter (RAI 3): Pierluigi Ighina ex collaboratore di Guglielmo Marconi, ormai novantenne, ma in ottima forma, spiegava come studi recenti analizzano le onde radio a forma di spirale.
Osservando il guscio della lumaca alcuni studiosi dimostrano che è formato dall’incrocio di due spirali, la cui forma è simile a quella di certe onde radio. Proseguendo gli studi, hanno scoperto che dalla Terra parte una spirale che incontra e converge verso un’altra spirale proveniente dal sole. In quell’occasione Ighina disse: "L´incontro delle due (spirali) crea "l´atomo magnetico pulsante", manifestazione di tutta la materia. L’atomo magnetico mentre prende l´energia dal cielo si apre, quando l´accumula dalla terra si chiude. E così anche noi: tutto pulsa, ciò che non pulsa, non vale niente".
Il processo di guarigione è ripristinare questa pulsazione e rimettere in moto quel processo dinamico fatto di movimento, respirazione, comunicazione, riequilibrio e crescita personale, di fondamentale importanza nella cura. A seconda dei casi è necessaria l´integrazione di sostanze e di discipline diverse per aiutare il corpo a riprendersi quando lo squilibrio dura da molto tempo.
E´ interessante l´esperienza del dr. Jon Kaiser di San Francisco, che pur accettando l´esistenza del virus HIV, ritiene dannosa l’assunzione dei farmaci antiretrovirali, proprio per la loro tossicità. Accetta il loro uso solo in casi di necessità grave e li sospende quanto prima. In alternativa propone una dieta equilibrata e del sano esercizio fisico combinati con tecniche di lavoro “corpo-mente”, come meditazione, yoga o altro e con il sostengo psicologico dei gruppi di aiuto.
Tutto ciò da forza alla richiesta, fatta dal mondo dei dissidenti, che auspicano la riattivazione della ricerca e la risoluzione di questo dramma sociale, che continua a mietere vittime in nome di un virus mai isolato, di un’epidemia inventata e di una Scienza che non è più garante della sua integrità.
 
 
 
 
 
Decalogo delle incongruenze secondo gli studi di Lanka, Kremer e Hassig 
 
La teoria che l´Aids sia una malattia virale non è mai stata comprovata scientificamente.
Il dr. Gallo annuncia nell’aprile ´84 che l´HIV è la probabile causa dell’AIDS; questa sua teoria non è mai stata discussa in un aperto dibattito scientifico. Il giorno dopo la stampa tramuta la ipotesi in certezza, eliminando la parola probabile.
Purtroppo, dalla metà degli anni ´70, da quando le scoperte scientifiche sono brevettabili, si è affermata una procedura molto poco etica: si può affermare l´esistenza di un virus, senza doverlo isolare, ma deducendone la presenza da parametri indiretti stabiliti dagli stessi ricercatori. Anche l´esistenza del Virus Epatite C è stata dedotta in questo modo.
 
L´HIV non esiste.
Tutti i parametri utilizzati per dimostrarne l´esistenza (presenza di trascrittasi inversa, proteina a densità di 1,16, proteina p24, p128, ecc.) sono presenti in cellule normali, in tutte le persone, in diversa concentrazione.
 
I test sono inattendibili.
La soglia di concentrazione necessaria per ritenere positivo il test è stata definita arbitrariamente. Prima di eseguire i test, il sangue viene diluito (500 volte nell’Elisa* e 50 nel Western Blod*). Senza diluizione tutti risultiamo sieropositivi.
La dr.ssa australiana Eleni Papadopulus ha scoperto che tutte le proteine attribuite alla membrana del virus, sono prodotte normalmente da tutti ed elenca ben 78 cause diverse, che per l´alta concentrazione di dette proteine, danno positivo al cosiddetto test Hiv. Le più note sono: epatiti, vaccinazioni, influenze, malattie virali, l´aver partorito più di un figlio, cancro, malaria, artrite reumatoide, dislipidemia (sangue con elevati livelli di grasso o liquido) ecc.
 
L´Aids non è una nuova malattia.
Secondo il Centro per il controllo delle malattie (Center for Desease Control - CDC) è un insieme di 29 affezioni, tra cui micosi, herpes, polmoniti, diarree, alcuni tipi di cancro (linfoma non hodgkin, linfoma tipo Burkit, linfoma primitivo cerebrale, carcinoma delle cervice uterina), ecc.; queste affezioni diventano Aids quando il soggetto risulta positivo al test dell’HIV.
 
Le statistiche epidemiologiche sono state gonfiate.
Le proiezioni logaritmiche sono risultate false, perché è stato usato un sistema cumulativo che somma ogni anno il numero dei casi per il numero totale degli anni. I criteri di valutazione appaiono quindi diversi da paese a paese: in Canada il 25% degli americani dichiarati "Aids" non lo è,  in Africa bastano tre sintomi classici (diarrea, tosse o perdita di peso) accompagnati da un disturbo ritenuto secondario (prurito o ingrossamento delle ghiandole) per essere dichiarati Aids.
 
L´AZT non è un nuovo farmaco.
E´ un chemioterapico degli anni ´60 riconosciuto da subito troppo tossico dopo una sperimentazione effettuata sui topi nel ´64, che ne evidenziava l´altissimo potere di avvelenamento.
E´ noto che i chemioterapici producono effetti devastanti sul sistema immunitario e sull’intestino.
Dell´AZT si sosteneva che aumentasse il numero dei linfociti, ritardando l´insorgere della malattia, ma studi successivi, compreso il famoso "Concorde", stabilirono un modesto incremento dei linfociti T4, solo per un breve periodo, e nessun ritardo nell’insorgere delle infezioni opportuniste, ma la sua assoluta inefficacia a migliorare la salute. Difatti l´aumento dei linfociti iniziale è dovuto ad una reazione di difesa dell’organismo nei confronti di questo farmaco, che distrugge il midollo osseo e lo rende incapace a produrre quei linfociti che dovrebbero poi maturare nell’intestino ma che sono destinati a non accrescersi in un ambiente intossicato e inospitale.
Secondo i dati del Ministero della Salute Italiano, la prima diminuzione dei casi di morte per Aids si ha nel momento in cui la somministrazione dell’AZT passa da 1500mg/die a 500mg/die.
 
Gli inibitori.
Gli inibitori della proteasi, secondo la Medicina Ufficiale, attenuano la proliferazione del virus HIV e la riproduzione dei funghi, svolgono un´azione antinfiammatoria, diminuendo  la carica virale. Il paziente viene informato  che la malattia  diventerà cronica e ciò contribuisce a creare una diminuzione del terrore sottile che accompagna la diagnosi mortale, generando un importante feed-back positivo.
Ma le ricerche evidenziano che tali terapie interrompono numerose funzioni del sistema immunitario, essenziali per la sopravvivenza della cellula umana e bloccano la digestione del cibo e dei grassi con la conseguente produzione di calcoli nei vari organi, oltre a depositi in varie zone del corpo.
 
L´esame della viremia è male interpretato
Lo stesso ideatore del test Kary Mullis - premio nobel del ´93 - dichiara che è impossibile con il suo metodo misurare la carica virale, poiché la PCR (è questo il nome dell’esame) è talmente efficiente che amplificherebbe qualsiasi RNA (acidoribonucleico), senza distinguere se appartiene al virus o a qualche altro contaminante.
Nel risultato della viremia dell’Ospedale Civile di Brescia, nel 2000, si avvisa che il test è valido solo se la persona è sieropositiva. E se è sieronegativa di chi è questo RNA?
E´ importante comprendere che la carica virale è studiata facendo completo affidamento sulla PCR.
 
L´Aids non è una malattia virale, quindi non è contagiosa.
L´Aids è una grave alterazione metabolica e differenti studi di ricercatori dissidenti stanno convergendo nel ritenerla una grave forma di disbiosi intestinale. Quindi metodi e parametri per la cura prevedono la detossicazione dell’organismo ed il riequilibrio della flora batterica, analizzando caso per caso carenze e disfunzioni, in modo da attuare per ciascuno una cura mirata.
 
Note:
* I due test utilizzati per accertare la sieropositività.
 
 
 
postato da: dissidio alle ore 09:43 | link | commenti
categorie: rassegna stampa, aids, dissidenti, sulla stampa
giovedì, 10 aprile 2008

coltivazione della RUMEX ACETOSELLA

A Rumex Acetosella
   rumex
 
NOME SCIENTIFICO:
Rumex acetosa, detta anche erba brusca e Rumex acetosella o acetosa minore.
FAMIGLIA:
Poligonacee
DESCRIZIONE:
L'acetosa è un'erba perenne rustica, piuttosto comune nei prati di tutta la penisola italiana, le cui foglie coriacee emanano odore erbaceo e hanno sapore acidulo.
FUSTO: Il fusto dell'acetosa è eretto, ramificato, di colore rossastro e supera sempre il mezzo metro d'altezza; quello dell'acetosa minore invece si innalza al più per una trentina di centimetri. FOGLIE: Le foglie di questa erba sono disposte alternativamente lungo lo stelo e hanno forma oblunga di lancia; le superiori sono più strette delle inferiori. Esse hanno un odore caratteristico e un sapore decisamente acidulo che, più lieve a primavera, si intensifica poi con l'avanzare delle stagioni. Le foglie dell'acetosa contengono vitamine, in particolare vitamina C, e sali minerali.
FIORI:Dalla primavera avanzata fino ad agosto sbocciano, su piante maschili e femminili distinte, i minuscoli fiori rossicci riuniti in piccole pannocchie terminali. Per favorire l'emissione di nuove foglie conviene recidere le infiorescenze.
HABITAT:
La Rumex acetosa è pianta assai diffusa sui pendii pratosi ben esposti e riparati dai venti e nelle zone coltivate di tutta la penisola italiana; è un'erba che predilige un terreno argilloso e ricco. La Rumex acetosella, le cui foglie anziché acidule sono amare, predilige invece un substrato sabbioso, asciutto e acido.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE: La posizione ideale per l'acetosella è decisamente ombreggiata.
RIPRODUZIONE: La moltiplicazione dell'acetosa può
avvenire per semina
, da effettuare in primavera su substrato umido (in questo caso la germinazione avviene in una decina di giorni) o per divisione dei cespi, questo metodo va effettuato nella stagione autunnale.
CRESCITA:La coltivazione della romice acetosa non presenta di norma nessuna particolare difficoltà: occorre solo tenere presente che le lumache sono ghiotte dei suoi germogli e dunque spargere sul terreno alcuni granuli di lumachicida o proteggere le piantine con altri metodi. Per avere foglie ricche di succo è bene innaffiare regolarmente le piante.
RACCOLTA:Già due mesi dopo la semina si può incominciare la raccolta delle foglie.
CONSERVAZIONE: E' sufficiente riparare le piante con un telo, o metterle a dimora in posizioni riparate, per avere a disposizione foglie fresche in ogni periodo dell'anno.
PROPRIETA':
IN CUCINA:Le foglie dell'acetosa possono venire mangiate come fossero spinaci, cioè dopo averle lessate, oppure possono venire aggiunte alle minestre. Un accorgimento per rendere questa verdura più gradita consiste nel cambiare l'acqua, una volta, durante la cottura, in modo da ridurre il tipico sapore acidulo. Le foglie tenere possono anche venir mangiate crude in insalata. Un altro utilizzo dell'acetosa consiste nel preparare una salsa verde adatta in particolare al pollame e al pesce; il procedimento è il seguente: si lavano e poi si lessano una manciata di foglie di acetosa e mezza manciata di foglie di crescione assieme ad una cipolla (che poi va tolta), quindi si mescola il tutto con olio, aceto, sale e pepe fino ad ottenere una massa cremosa. BELLEZZA:: Un impacco di foglie fresche, sminuzzate e stese sulla pelle del viso, chiude i pori dilatati e fa scomparire i cosiddetti "punti neri". SALUTE:: Le foglie dell'acetosa esercitano un'azione digestiva e rinfrescante; la radice, estratta dal terreno in autunno e posta in infusione o decotta, svolge azione lassativa e diuretica.
CURIOSITA':
Per il loro alto contenuto di calcio e sali minerali l'acetosa e l'acetosa minore sono sconsigliabili a chiunque soffra di calcolosi renale.
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categorie: piante, essiac
martedì, 08 aprile 2008

DIARIO BOTANICO

Premessa
L'Essiac, o formula Caisse, è un antitumorale nonchè antiossidante ricavato da una serie di erbe comunissime anche in italia e in europa escluso l’olmo rosso che bisogna farselo spedire dal Canada, si può acquistare on line al prezzo di 33/ 42 dollari al flacone.
Come per tutti i rimedi naturali, s'alza la nuvola della polemica.
Avvertono dell'inutilità di questo rimedio e della pericolosità nell’affidarsi alle cure naturali.
Sicuramente, assumendo Essiac e continuando a imbottirci di nocività, il risultato non è dei migliori.
L'interazione tra i vari rimedi è importantissima, quando si cerca di risolvere un problema in maniera olistica.
Purtroppo per noi,  gli interessi del sistema sanitario sono enormi.
Nei reparti di fitoterapia delle asl:
La fitoterapia viene somministrata con la stessa filosofia metafisica della medicina ortodossa occidentale, quella per intenderci, che ci uccide: la  funzione dei fitoterapici è complementare all’assunzione dei farmaci e il criterio che viene adottato, non è quello dell’esame del meraviglioso ecosistema che è il nostro organismo, ma andare a puntare sui sintomi.
Come un cane che si morde la coda diventa una storia infinita e inutile, fino ad arrivare alle malattie iatrogene, quelle malattie provocate dall’assunzione continua di farmaci, tra l’altro i più comunemente consumati, e che vengono prescritti sempre, o quasi sempre, qualsiasi sia il malanno che ci affligge. Un esempio è il cortisone.
I punti a nostro sfavore che abbiamo individuato sono i seguenti:
mancanza di denaro.
Non sapere a chi rivolgersi se si decide di intraprendere una strada naturale che ci porti alla guarigione.
Mancanza di coordinamento tra persone che incontrano i problemi appena descritti.
Coscienti del fatto che non basta assumere essiac o alghe, ma dobbiamo anche mantenere un’alimentazione di un certo tipo, oltre al resto degli integratori e una vita sana, abbiamo pensato che la tisana ESSIAC ce la facciamo da soli.
Certo, bisogna stare ai tempi dei cicli vegetativi delle piante, ma non importa. Chi la dura la vince.
Da qui è nata l’idea di coltivare la rumex acetosella.
questa è una pianta comunissima, che si trova nei prati sotto i 2000 metri di altezza, ma viviamo in un era spasmotica, e se pensiamo che la prima evoluzione umana è stata dalla raccolta alla coltivazione, adeguiamoci.
LA MANCANZA DI DENARO
Molte delle persone che arrivano alle cure alternative, è perché sono  vicine al punto di non ritorno, ad una devastazione dell’organismo senza soluzione.
NON PROVENIAMO DA UNA CULTURA NATURALISTICA, e da quando siamo nati ci siamo trovati nelle mani di chi prescrive farmaci, a cominciare dai vaccini per i neonati.
Si può verificare la stessa cosa durante quello che è diventato il caso Di Bella.
La maggior parte delle persone che si sono rivolte alle sue cure erano in fase terminale, al limite, al punto in cui si erano resi conto che la medicina ufficiale non poteva fare niente.
Nel caso dell’AIDS, ci sono persone che vivono con un assegno di invalidità  meno di 300 euro al mese, vagando per le varie strutture in cerca di aiuti economici. (servizi sociali e opere pie…)
Allora ci venne l’idea della coltivazione di rumex acetosella.
Oltre tutto, almeno da ‘ste parti, è molto difficile trovare  questa pianta in erboristeria, e se si trova costa una cifra esorbitante. Roba tipo che un etto va a più di 50 euro.
DIARIO VERO E PROPRIO. INIZIA L'AVVENTURA
DURANTE LA FINE DI SETTEMBRE DEL 2007, NEL PIENO DI UNA “TERAPIA IGIENISTA” ci scontrammo con uno dei problemi suddetti, cioè la mancanza di soldi.
Fra Luciano, conoscitore di erbe, in una delle sue escursioni raccolse, con radici e panetto di terra, una trentina di piante di Rumex Acetosella, e mi telefonò per andare a ritirarle.
A quel punto chiamai un amico che ha la fortuna di vivere sulle colline alte nella zona del basso Mugello e gli feci la proposta.
Ci siamo visti a casa sua e abbiamo trapiantato gli arbusti.
Adesso, a primavera, le piante hanno resistito alla neve e alle intemperie dell’inverno, che comunque non è stato molto freddo.
Hanno cominciato anche a spigare.
Hanno qualche problema di ruggine.
Su nostra richiesta, gli amici del sito "orti di pace"
http://web.ortidipace.org/
ci hanno consigliato la pulizia delle foglie malate e una spruzzata di poltiglia bordolese, cioè il rame ammesso nelle coltivazioni biologiche, oppure, tagliare tutta la pianta alla base.
Il coltivo è diviso in due siti.
L’idea è di agire in maniera diversa per ognuno, partendo dalla quantità di ruggine su ogni pianta.
Vediamo cosa succede.
 
 
 
postato da: dissidio alle ore 10:50 | link | commenti
categorie: piante, diario botanico, essiac