Premessa
L'Essiac, o formula Caisse, è un antitumorale nonchè antiossidante ricavato da una serie di erbe comunissime anche in italia e in europa escluso l’olmo rosso che bisogna farselo spedire dal Canada, si può acquistare on line al prezzo di 33/ 42 dollari al flacone.
Come per tutti i rimedi naturali, s'alza la nuvola della polemica.
Avvertono dell'inutilità di questo rimedio e della pericolosità nell’affidarsi alle cure naturali.
Sicuramente, assumendo Essiac e continuando a imbottirci di nocività, il risultato non è dei migliori.
L'interazione tra i vari rimedi è importantissima, quando si cerca di risolvere un problema in maniera olistica.
Purtroppo per noi, gli interessi del sistema sanitario sono enormi.
Nei reparti di fitoterapia delle asl:
La fitoterapia viene somministrata con la stessa filosofia metafisica della medicina ortodossa occidentale, quella per intenderci, che ci uccide: la funzione dei fitoterapici è complementare all’assunzione dei farmaci e il criterio che viene adottato, non è quello dell’esame del meraviglioso ecosistema che è il nostro organismo, ma andare a puntare sui sintomi.
Come un cane che si morde la coda diventa una storia infinita e inutile, fino ad arrivare alle malattie iatrogene, quelle malattie provocate dall’assunzione continua di farmaci, tra l’altro i più comunemente consumati, e che vengono prescritti sempre, o quasi sempre, qualsiasi sia il malanno che ci affligge. Un esempio è il cortisone.
I punti a nostro sfavore che abbiamo individuato sono i seguenti:
mancanza di denaro.
Non sapere a chi rivolgersi se si decide di intraprendere una strada naturale che ci porti alla guarigione.
Mancanza di coordinamento tra persone che incontrano i problemi appena descritti.
Coscienti del fatto che non basta assumere essiac o alghe, ma dobbiamo anche mantenere un’alimentazione di un certo tipo, oltre al resto degli integratori e una vita sana, abbiamo pensato che la tisana ESSIAC ce la facciamo da soli.
Certo, bisogna stare ai tempi dei cicli vegetativi delle piante, ma non importa. Chi la dura la vince.
Da qui è nata l’idea di coltivare la rumex acetosella.
questa è una pianta comunissima, che si trova nei prati sotto i 2000 metri di altezza, ma viviamo in un era spasmotica, e se pensiamo che la prima evoluzione umana è stata dalla raccolta alla coltivazione, adeguiamoci.
LA MANCANZA DI DENARO
Molte delle persone che arrivano alle cure alternative, è perché sono vicine al punto di non ritorno, ad una devastazione dell’organismo senza soluzione.
NON PROVENIAMO DA UNA CULTURA NATURALISTICA, e da quando siamo nati ci siamo trovati nelle mani di chi prescrive farmaci, a cominciare dai vaccini per i neonati.
Si può verificare la stessa cosa durante quello che è diventato il caso Di Bella.
La maggior parte delle persone che si sono rivolte alle sue cure erano in fase terminale, al limite, al punto in cui si erano resi conto che la medicina ufficiale non poteva fare niente.
Nel caso dell’AIDS, ci sono persone che vivono con un assegno di invalidità meno di 300 euro al mese, vagando per le varie strutture in cerca di aiuti economici. (servizi sociali e opere pie…)
Allora ci venne l’idea della coltivazione di rumex acetosella.
Oltre tutto, almeno da ‘ste parti, è molto difficile trovare questa pianta in erboristeria, e se si trova costa una cifra esorbitante. Roba tipo che un etto va a più di 50 euro.
DIARIO VERO E PROPRIO. INIZIA L'AVVENTURA
DURANTE LA FINE DI SETTEMBRE DEL 2007, NEL PIENO DI UNA “TERAPIA IGIENISTA” ci scontrammo con uno dei problemi suddetti, cioè la mancanza di soldi.
Fra Luciano, conoscitore di erbe, in una delle sue escursioni raccolse, con radici e panetto di terra, una trentina di piante di Rumex Acetosella, e mi telefonò per andare a ritirarle.
A quel punto chiamai un amico che ha la fortuna di vivere sulle colline alte nella zona del basso Mugello e gli feci la proposta.
Ci siamo visti a casa sua e abbiamo trapiantato gli arbusti.
Adesso, a primavera, le piante hanno resistito alla neve e alle intemperie dell’inverno, che comunque non è stato molto freddo.
Hanno cominciato anche a spigare.
Hanno qualche problema di ruggine.
Su nostra richiesta, gli amici del sito "orti di pace"
ci hanno consigliato la pulizia delle foglie malate e una spruzzata di poltiglia bordolese, cioè il rame ammesso nelle coltivazioni biologiche, oppure, tagliare tutta la pianta alla base.
Il coltivo è diviso in due siti.
L’idea è di agire in maniera diversa per ognuno, partendo dalla quantità di ruggine su ogni pianta.
Vediamo cosa succede.