archiviomednatu

(per informazioni via dei serragli 91/rosso firenze dalle 16 alle 19. tel 3386566587.)OGNUNO DI NOI è UN MERAVIGLIOSO ECOSISTEMA IN DIALETTICA CON LA NATURA. UNO SPLENDIDO IMMENSO MARE. DIVERSITA' NELLA BIO-DIVERSITA'. UN SUONO E UN COLORE UNICO. libero archivio di medicina naturale non ha padroni ne' servi. PER NON MORIRE DI IGNORANZA E DI STRAPOTERE; rimedi naturali complementari o in alternativa ai farmaci chimici. (gli argomenti trattati sono pubblici, non sono prescrizioni e non intendono influenzare negativamente chi legge. Quello che è scritto qui potrebbe sconvolgere le vostre convinzioni. l'intento è quello di divulgare informazioni su argomenti spesso ignorati. si ritiene che la conoscenza sia la base per la miglior cura di se stessi. buon viaggio

Chi sono

Utente: dissidio
Nome: dissidio sempre

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 21 aprile 2008

semi di pompelmo

 
SEMI DI POMPELMO - CITRUS PARADISI MAC FAYDEN
 
Famiglia: Rutaceae
Pianta officinale, alimentare
Parte utilizzata: semi
 
PRINCIPI ATTIVI
composti polifenolici quaternari; ac.ascorbico; aminoacidi
 
PROPRIETA'’
I semi di pompelmo contengono bioflavonoidi e naringina,
isosakuranetina, neoesperidina, esperidina, diidrocanferolo,
quercetina, canferolo, apigenina rutinoside ecc. Piu alcune proteine.
L' estratto viene ricavato dai semi e dalla polpa disidratata. Per l'
estrazione vengono impiegate glicerina o grasso di cocco, non si tratta
di una semplice estrazione, ma di una serie di processi durante i quali
si formano nuovi legami chimici. Per esempio i bioflavonoidi vengono
trasformati in legami quaternari, questi legami esercitano una potente
azione inibente vero i batteri, funghi, parassiti e alcuni virus,
mantenendo una btossicita' estremamente bassa nei confronti dell' uomo
e degli animali come dimostrato in numerosi studi e test di
laboratorio.
I risultati delle ricerche indicano che l'estratto dei semi di
pompelmo agisce su 800 ceppi di batteri fra i quali: salmonella, e.
Coli, vibrio cholerae, staph, strep, lysteria, shigella dysenteriae,
clamydia etc., virus, su circa 100 ceppi fi funghi e molti parassiti
monocellulari. Dagli studi effettuati risulta che l' estratto dei semi
di pompelmo esercita attivita' antimicrobica a una concentrazione di 1
a 1000. Un gruppo di ricercatori nel 1989/90 provo' la loro attivita'
su 773 ceppi batterici e 93 ceppi di funghi e fece un confronto con 30
antibiotici e 18 antimicotici. Il risultato fu che' lazione dei semi
era uguale a quella delle altre sostanze esaminate. Ricerche
scientifiche hanno dimostrato che il limite oltreil quale si rischia
l'intossicazione e' 4000 volte superiore alla dose normale di 10-12
gocce. Un individuo di 80 chili ne dovrebbe ingerire 1,3 litri per
avere una intossicazione.
L'estratto allegerendo, grazie all' azione antimicrobica, il lavoro
del sistema immunitario contribuisce a rafforzarlo. Generalmente non
genera allergie , ma le persone con allergia verso gli agrumi
potrebbero essere sensibili all' estratto di semi di pompelmo.
L'estratto e' impiegato nelle forme influenzali, nelle infezioni
gastrointestinali da batteri , virus e funghi, nelle parassitosi, nelle
ulcere e gastriti sostenute dall' helicobcter pylori, nel trattamento
della candida( saccaromiceta che normalmente si sviluppa nell'intestino
senza provocare danni , se il sistema immunitario si indebolisce,
questo fungo puo' proliferare e emigrare in altri organi come rene,
polmoni, pelle e altre mucose causando notevoli danni. Ad esempio,
flatulenze, colite, ulcere dell'apparato digerente, disturbi femminili
come dolori mestruali, fibrosi, disturbi maschili, come prostatite,
allergie, asma, sinusite ecc. Questi disturbi vengono provocati dalle
tossine della candida che ne produce circa un centinaio. Una di queste,
puo' provocare alterazioni ormonali, altre ai nervi, inoltre la candida
puo produrre alcool. Le diverse tossine sovraccaricano inoltre il
lavoro del fegato.
INDICAZIONI
Infezioni batteriche da samonella, e.coli, vibrio cholerae,
staphilococchi, streptococchi, lysteria, shigella dysenteriae,
clamydia; affezioni intestinali da protozoi (entamoeba hystolytica,
giardia lambia)¨; infezioni vaginali croniche da candida; malattie da
raffreddamento, influenza; disturbi del tratto gastro intestinale
(colite ulcerosa, soprattutto se associata alla presenza di patogeni
quali shigella, giardia lamblia, amebe)¨ "diarrea" del viaggiatore,
come preventivo e curativo; squilibri della flora intestinale (in
associazione con lactobacillus acidophylus, lactobacilus rhamnosus,
bifidobacterium); potenziamento delle difese immunitarie (in
associazione con estratti di echinacea, uncaria,tabebuia, astragalo.
 
NOTE
Ricerche tossicologiche confermano che gli estratti dei semi di
pompelmo non presentano alcuna tossicità alle dosi consigliate né a
breve né a lungo termine. Soltanto il 3-5 % dei pazienti non tollera
bene l'acidità tipica dell'estratto. In questi casi si consiglia di
assumere l'estratto a stomaco pieno iniziando il trattamento con il
dosaggio minimo, per poi aumentarlo.Sconsigliato agli allergici agli
agrumi
Ld50: 5000 mg/kg
 
postato da: dissidio alle ore 10:22 | link | commenti (2)
categorie: piante, erbe, candida, medicina naturale, voci dalla savana
giovedì, 17 aprile 2008

formula ESSIAC

 La storia di Renè Caisse

 

Famosa è la formulazione base del decotto d'erbe di Rene Caisse: radice di Arctium lappa (Bardana), Rumex acetosa (detta anche erba brusca e Rumex acetosella o acetosa minore), corteccia di Ulmus rubra (olmo rosso nordamericano), radice di Rheum palmatum (rabarbaro).
Le proporzioni di questi 4 ingredienti sono in multipli di 4: 1 parte di radice di Rheum palmatum, 4 parti di Ulmus rubra, 16 parti di Rumex acetosa, 24 parti di radice di Arctium lappa.
 
La preparazione è la seguente:
1). Si prendono 100 grammi di queste erbe e si immergono in 5 litri di acqua in una pentola d'acciaio inox di almeno 10 litri di capienza.
2). Si porta ad ebollizione facendo bollire il tutto per 12 minuti, con la pentola chiusa.
3) Si spegne il fuoco e si immergono le erbe che fossero rimaste attaccate alle pareti della pentola.
4) Si rimette il coperchio e si lascia riposare per almeno 6 ore o per tutta la notte.
5)      Si rimuove il coperchio e si dà una rimescolata.
6)      Si riporta sul fuoco fin quasi alla bollitura ma senza far bollire di nuovo la tisana.
7)      Si aspetta che le erbe si depositino sul fondo e si versa il contenuto ancora caldo in 4-5 bottiglie da un litro ciascuna, possibilmente sterilizzate in precedenza.
8)      Analogamente all'Aloe arborescens, conservare i preparati al buio e in frigorifero.
 
Le dosi consigliate sono le seguenti: 8 cucchiai grandi da minestra 3 volte al giorno, a digiuno, da aggiungere in bicchiere con acqua calda per rendere tiepida la bevanda. Se viene indotta la risposta immunitaria, iniziare la fase di mantenimento con 4 cucchiai grandi da minestra al giorno, a digiuno.
Nota: per digiuno si intende: 1 ora prima dei pasti, oppure due ore dopo i pasti.
 
La formula di Renè Caisse è stata in seguito migliorata da De Sylva (definita "Caisse Formula"), aggiungendo in questo preparato altre tre erbe: Xantoxilum fraxineum, Plantago major e Trifolium pratensae (trifoglio): essa sembrerebbe più efficace di quella basata sulle sole 4 erbe.
Si prepara in piccole boccette, da versare poi con un cucchiaino da The in tazza, aggiungendo acqua bollente, attendendo 15 minuti (contro i tre minuti del The verde), trascorsi i quali si filtra (o si lascia il deposito sul fondo) e si assume come un normalissimo The.
Una boccettina dura dai 15 giorni ai due mesi, a seconda delle dosi assunte; le dosi consigliate sono di un cucchiaino raso da The quattro volte al giorno per forme gravi di tumore. Per il mantenimento dell'eventuale stato di remissione dalla malattia, le dosi da dare sono di due volte al giorno.
 
Nota:
1)      L'Arctium lappa (Bardana, Erba tignosa, Lappa, Lappola, Lappolaccio) di cui si utilizzano le radici del primo anno vegetativo, in autunno, e del secondo anno, in primavera, prima dell'emissione dello scapo fiorale (azione immuno-stimolante e antibiotica);
2)      La Rumex acetosa (Acetosa) di cui si utilizza tutta la pianta prima che fiorisca al secondo anno di vita, particolarmente ricca di vit. C; può essere causa però di calcolosi renale (utile quindi assumere anche, da parte del paziente, del comune Magnesio, possibilmente con Vegetali);
3)      Il Rheum palmatum (Rabarbaro cinese), di cui si usano le radici di vecchie piante private del periderma, l'acido crisofanico potrebbe avere una certa azione anti-tumorale anti H-IFP (vedi cap.4); ha componenti simili a quelle dell'Aloe.
4)      Il Trifolium pratensae (Trifoglio rosso), di cui si usano i fiori per 4 sostanze antitumorali: Genisteina (sospettato come inibitore di crescita), Daidzeina, Formononetina, Biocanina.
 
Il decotto d'erbe di Rene Caisse è commercializzato anche dalla Flor Essence, e distribuita in Italia da Ambrosia , via Ricasoli 55/r, 50122, Firenze ( ambrosia@hesp.it); (MOHAN@HESP.IT) tel: 055-6585550, 055-291087; 055-283830; Fax: 055-283830. Come nel caso dell'Aloe arborescens (vedi nota 1) si consiglia però anche la preparazione con erbe proprie, in aggiunta o in sostituzione.

postato da: dissidio alle ore 10:21 | link | commenti
categorie: erbe, essiac
giovedì, 10 aprile 2008

coltivazione della RUMEX ACETOSELLA

A Rumex Acetosella
   rumex
 
NOME SCIENTIFICO:
Rumex acetosa, detta anche erba brusca e Rumex acetosella o acetosa minore.
FAMIGLIA:
Poligonacee
DESCRIZIONE:
L'acetosa è un'erba perenne rustica, piuttosto comune nei prati di tutta la penisola italiana, le cui foglie coriacee emanano odore erbaceo e hanno sapore acidulo.
FUSTO: Il fusto dell'acetosa è eretto, ramificato, di colore rossastro e supera sempre il mezzo metro d'altezza; quello dell'acetosa minore invece si innalza al più per una trentina di centimetri. FOGLIE: Le foglie di questa erba sono disposte alternativamente lungo lo stelo e hanno forma oblunga di lancia; le superiori sono più strette delle inferiori. Esse hanno un odore caratteristico e un sapore decisamente acidulo che, più lieve a primavera, si intensifica poi con l'avanzare delle stagioni. Le foglie dell'acetosa contengono vitamine, in particolare vitamina C, e sali minerali.
FIORI:Dalla primavera avanzata fino ad agosto sbocciano, su piante maschili e femminili distinte, i minuscoli fiori rossicci riuniti in piccole pannocchie terminali. Per favorire l'emissione di nuove foglie conviene recidere le infiorescenze.
HABITAT:
La Rumex acetosa è pianta assai diffusa sui pendii pratosi ben esposti e riparati dai venti e nelle zone coltivate di tutta la penisola italiana; è un'erba che predilige un terreno argilloso e ricco. La Rumex acetosella, le cui foglie anziché acidule sono amare, predilige invece un substrato sabbioso, asciutto e acido.
COLTIVAZIONE:
ESPOSIZIONE: La posizione ideale per l'acetosella è decisamente ombreggiata.
RIPRODUZIONE: La moltiplicazione dell'acetosa può
avvenire per semina
, da effettuare in primavera su substrato umido (in questo caso la germinazione avviene in una decina di giorni) o per divisione dei cespi, questo metodo va effettuato nella stagione autunnale.
CRESCITA:La coltivazione della romice acetosa non presenta di norma nessuna particolare difficoltà: occorre solo tenere presente che le lumache sono ghiotte dei suoi germogli e dunque spargere sul terreno alcuni granuli di lumachicida o proteggere le piantine con altri metodi. Per avere foglie ricche di succo è bene innaffiare regolarmente le piante.
RACCOLTA:Già due mesi dopo la semina si può incominciare la raccolta delle foglie.
CONSERVAZIONE: E' sufficiente riparare le piante con un telo, o metterle a dimora in posizioni riparate, per avere a disposizione foglie fresche in ogni periodo dell'anno.
PROPRIETA':
IN CUCINA:Le foglie dell'acetosa possono venire mangiate come fossero spinaci, cioè dopo averle lessate, oppure possono venire aggiunte alle minestre. Un accorgimento per rendere questa verdura più gradita consiste nel cambiare l'acqua, una volta, durante la cottura, in modo da ridurre il tipico sapore acidulo. Le foglie tenere possono anche venir mangiate crude in insalata. Un altro utilizzo dell'acetosa consiste nel preparare una salsa verde adatta in particolare al pollame e al pesce; il procedimento è il seguente: si lavano e poi si lessano una manciata di foglie di acetosa e mezza manciata di foglie di crescione assieme ad una cipolla (che poi va tolta), quindi si mescola il tutto con olio, aceto, sale e pepe fino ad ottenere una massa cremosa. BELLEZZA:: Un impacco di foglie fresche, sminuzzate e stese sulla pelle del viso, chiude i pori dilatati e fa scomparire i cosiddetti "punti neri". SALUTE:: Le foglie dell'acetosa esercitano un'azione digestiva e rinfrescante; la radice, estratta dal terreno in autunno e posta in infusione o decotta, svolge azione lassativa e diuretica.
CURIOSITA':
Per il loro alto contenuto di calcio e sali minerali l'acetosa e l'acetosa minore sono sconsigliabili a chiunque soffra di calcolosi renale.
postato da: dissidio alle ore 09:30 | link | commenti
categorie: piante, erbe, essiac
martedì, 08 aprile 2008

DIARIO BOTANICO

Premessa
L'Essiac, o formula Caisse, è un antitumorale nonchè antiossidante ricavato da una serie di erbe comunissime anche in italia e in europa escluso l’olmo rosso che bisogna farselo spedire dal Canada, si può acquistare on line al prezzo di 33/ 42 dollari al flacone.
Come per tutti i rimedi naturali, s'alza la nuvola della polemica.
Avvertono dell'inutilità di questo rimedio e della pericolosità nell’affidarsi alle cure naturali.
Sicuramente, assumendo Essiac e continuando a imbottirci di nocività, il risultato non è dei migliori.
L'interazione tra i vari rimedi è importantissima, quando si cerca di risolvere un problema in maniera olistica.
Purtroppo per noi,  gli interessi del sistema sanitario sono enormi.
Nei reparti di fitoterapia delle asl:
La fitoterapia viene somministrata con la stessa filosofia metafisica della medicina ortodossa occidentale, quella per intenderci, che ci uccide: la  funzione dei fitoterapici è complementare all’assunzione dei farmaci e il criterio che viene adottato, non è quello dell’esame del meraviglioso ecosistema che è il nostro organismo, ma andare a puntare sui sintomi.
Come un cane che si morde la coda diventa una storia infinita e inutile, fino ad arrivare alle malattie iatrogene, quelle malattie provocate dall’assunzione continua di farmaci, tra l’altro i più comunemente consumati, e che vengono prescritti sempre, o quasi sempre, qualsiasi sia il malanno che ci affligge. Un esempio è il cortisone.
I punti a nostro sfavore che abbiamo individuato sono i seguenti:
mancanza di denaro.
Non sapere a chi rivolgersi se si decide di intraprendere una strada naturale che ci porti alla guarigione.
Mancanza di coordinamento tra persone che incontrano i problemi appena descritti.
Coscienti del fatto che non basta assumere essiac o alghe, ma dobbiamo anche mantenere un’alimentazione di un certo tipo, oltre al resto degli integratori e una vita sana, abbiamo pensato che la tisana ESSIAC ce la facciamo da soli.
Certo, bisogna stare ai tempi dei cicli vegetativi delle piante, ma non importa. Chi la dura la vince.
Da qui è nata l’idea di coltivare la rumex acetosella.
questa è una pianta comunissima, che si trova nei prati sotto i 2000 metri di altezza, ma viviamo in un era spasmotica, e se pensiamo che la prima evoluzione umana è stata dalla raccolta alla coltivazione, adeguiamoci.
LA MANCANZA DI DENARO
Molte delle persone che arrivano alle cure alternative, è perché sono  vicine al punto di non ritorno, ad una devastazione dell’organismo senza soluzione.
NON PROVENIAMO DA UNA CULTURA NATURALISTICA, e da quando siamo nati ci siamo trovati nelle mani di chi prescrive farmaci, a cominciare dai vaccini per i neonati.
Si può verificare la stessa cosa durante quello che è diventato il caso Di Bella.
La maggior parte delle persone che si sono rivolte alle sue cure erano in fase terminale, al limite, al punto in cui si erano resi conto che la medicina ufficiale non poteva fare niente.
Nel caso dell’AIDS, ci sono persone che vivono con un assegno di invalidità  meno di 300 euro al mese, vagando per le varie strutture in cerca di aiuti economici. (servizi sociali e opere pie…)
Allora ci venne l’idea della coltivazione di rumex acetosella.
Oltre tutto, almeno da ‘ste parti, è molto difficile trovare  questa pianta in erboristeria, e se si trova costa una cifra esorbitante. Roba tipo che un etto va a più di 50 euro.
DIARIO VERO E PROPRIO. INIZIA L'AVVENTURA
DURANTE LA FINE DI SETTEMBRE DEL 2007, NEL PIENO DI UNA “TERAPIA IGIENISTA” ci scontrammo con uno dei problemi suddetti, cioè la mancanza di soldi.
Fra Luciano, conoscitore di erbe, in una delle sue escursioni raccolse, con radici e panetto di terra, una trentina di piante di Rumex Acetosella, e mi telefonò per andare a ritirarle.
A quel punto chiamai un amico che ha la fortuna di vivere sulle colline alte nella zona del basso Mugello e gli feci la proposta.
Ci siamo visti a casa sua e abbiamo trapiantato gli arbusti.
Adesso, a primavera, le piante hanno resistito alla neve e alle intemperie dell’inverno, che comunque non è stato molto freddo.
Hanno cominciato anche a spigare.
Hanno qualche problema di ruggine.
Su nostra richiesta, gli amici del sito "orti di pace"
http://web.ortidipace.org/
ci hanno consigliato la pulizia delle foglie malate e una spruzzata di poltiglia bordolese, cioè il rame ammesso nelle coltivazioni biologiche, oppure, tagliare tutta la pianta alla base.
Il coltivo è diviso in due siti.
L’idea è di agire in maniera diversa per ognuno, partendo dalla quantità di ruggine su ogni pianta.
Vediamo cosa succede.
 
 
 
postato da: dissidio alle ore 10:50 | link | commenti (4)
categorie: piante, erbe, diario botanico, essiac
venerdì, 28 marzo 2008

affrontare epatite c con rimedi naturali

TRATTTAMENTO DELL’HCV(e conifezione con hiv) CON MEDICINA NATURALE E ALTERNATIVA.
Il problema del trattamento farmacologico è che a lungo termine, farmaco chiama farmaco. Qualsiasi farmaco assunto per anni, diventa un veleno micidiale. Questa situazione porta ad uno squilibrio del tessuto connettivo, dell’organismo in genere e ad una intossicazione del fegato.   E’ questo il motivo per cui moltissime persone, per affrontare gli effetti collaterali dei farmaci presi a mantenimento, assumono rimedi omeopatici, e naturali, con ottimi risultati. Vengono definite terapie complementari.
Alcuni, per contrastare i danni dei virus, vanno avanti per molto tempo anche senza i farmaci convenzionali, usando molta attenzione nell’alimentazione e sottoponendosi a controlli ospedalieri e cure naturali per il corpo e per lo spirito.
Quando si è asintomatici, effettivamente si può pensare di curarsi con qualcosa che non si limita a eliminare i sintomi, ma agisce alla radice del problema.
-         Esistono dei rimedi alternativi.
1)    Riflessologia
2) Reiki
                                                                                                         
3) Medicina cinese: tasso dichiarato del 56 % con la maggior parte dei pazienti che mostrano buoni miglioramenti, fu ottenuto con la somministrazione della seguente formula:
Astragula 30g
Salvia 30g
Forsythia 30g
Red peony 30g
Ho-shu-wu 15g
Crateagus 15g
Moutan 15g
Gardenia 15g
Dandeloin 15g
Bupleurum 10g
le erbe vengono decotte e la quantità indicata viene presa e divisa
in due dosi che vengono assunte giornalmente per 3 mesi.
4) Omeopatia e Omotossicologia  si sviluppa una terapia
Fisiologica di Regolazione (tfr).  nasce negli anni 90 a Milano,
da un gruppo di appassionati medici italiani ed europei, legati dalla
comune matrice omeopatica. Una nuova area di confluenza appare
chiara: le recenti acquisizioni in ambito psico-neuro-endocrino-
immunologico, disegnano uno scenario innovativo, da cui emerge
       
La terapia fisiologica di regolazione
Questa terapia può essere considerata la naturale e coerente
evoluzione dell’omotossicologia, a sua volta sviluppo fisiologico
dell’omeopatia. Essa codifica la visione dell’organismo come
ecosistema governato da unarete neuro-immuno-endocrina
e regolato da meccanismi di controllo fine (minime e precise
concentrazioni di ormoni,chitochine,neuropeptidi 
                                                                     
Uno dei cardini della tfr, è la visione olistica dell’organismo
umano, inteso come un sistema complesso in cui altri sottosistemi
anch’essi complessi, lavorano collegati tra di loro, ad un livello di
interdipendenza coordinato, si dovrà dunque considerare l’approccio
al paziente attraverso una strategia globale in cui, sistema nervoso,
sistema endocrino e sistema immunitario, dialogano tra loro senza litigare
.                                                   
Dall’omeopatia e omotossicologia deriva il concetto del recupero
funzionale e strutturale,(operato attraverso la detossificazione ed il
drenaggio connettivo, il drenaggio emuntoriale, il ripristino del fisiologico
metabolismo cellulare. La detossificazione del tessuto connettivo,è
considerata la chiave di volta per il mantenimento o il ripristino della
salute. Questa fu una grande intuizione di H. H. Reckeweg, il padre
della omotossicologia.) Evidenze sperimentali indicano che, le
modificazioni della matrice connettivale (dove le delicate relazioni
tra citochine, neuropeptidi ed ormoni coordinano e controllano il
funzionamento coerente dell’ecosistema-organismo) influenzano
la dinamica cellulare
                                                            
Neutralizzazione delle cause etiologiche (attraverso l’azione
immunoterapia dei nosodi)
-il passo successivo è:
la regolazione dell’equilibrio neuro-endocrino (per tramite
degli ormoni e degli europeptidi omeopatizzati) 
                                                      
 recupero dell’efficienza immunologia (grazie all’utilizzo
delle citochine omeopatizzate)
si passa alla supplementazione alimentare, attraverso:
                                     
-il sostegno plastico alle sintesi proteiche (per mezzo
dell’integrazione con una combinazione di amminoacidi.)
                                    
– corretta attività enzimatica (oligoelementi e vitamine) 
                                     
protezione dai radicali liberi (antiossidanti)
EFFETTI COLLATERALI di queste terapie:
a)NESSUNO a livello organico 
                                                                  
 b) i rimedi bisogna pagarli,   
                                                                                          
 c) sono cure molto più impegnative a livello intellettivo,
e danno molte soddisfazioni quando se ne vedono i risultati,
perché siamo attivi e determinati nella cura di noi stessi
5) Ozono terapia: rimozione di una certa quantità di sangue, che
viene arricchita con ozono per poi essere reintrodotta nel corpo in
modo tale da uccidere i virus.
6) Tarassaco: la radice fa bene per tutti i problemi di fegato, incluse
cirrosi, itterizia.
7) Latte di Cardo: esso stimola la rigenerazione delle cellule del
fegato e funge da antifiammatorio e stabilizzatore di cellule.
8) Carciofo: una lunga tradizione popolare è stata dimostrata
verificando gli effetti rigenerativi e protettivi del carciofo nei confronti
del fegato.
9) Radice di liquirizia: studi hanno dimostrato che un componente
della liquirizia è efficace nel trattamento dell'epatite virale cronica.
Infatti la Glicirrizina ha un'attività antivirale.
10) Spirulina: estratto di alga verde-blu, contiene una sostanza
che mostra un'attività antivirale.
11) Aglio: è un antibiotico naturale
12) Vitamina C: si consiglia da 20 a 50 g al giorno in forma pura.
13) Sostanze naturali che aiutano:
- Astragalo: erba cinese che aumenta la reazione degli anticorpi
- Clorofilla: pigmento di una pianta
- Coenzima Q10: antiossidante che aiuta ad incrementare le cellule
T-helper
 
- Echinacea: erba più popolare del Nord america

- Ginko Biloba: potente antiossidante del sistema nervoso

- Melatonina: ormone della ghiandola pineale con
 
amminoacidi, (tipo il glutatione) e altro
.                            
QUALCOSA DI PIU SULLA VITAMINA C
                                             
questa COMUNISSIMA vitamina che si trova in molti alimenti, è uno
degli antiossidanti più potenti conosciuti. Non costa molto, e viene
utilizzata in molti protocolli non invasivi, associata a Sali minerali,
                           
                                                         
La vitamina C e' un ottimo integratore capace di curare il cancro, le malattie
cardiovascolari e molte altre gravi problematiche; ci difende dalle infezioni
:
            
                                                                                                
 e' accaduto in due ospedali (Fukuoa General e Taciara)
nella regione di Osaka
(Giappone) durante i primi anni '70
Il dottor Akira Murata del Laboratorio di Microbiologia Applicata dell'Universita'
di Saga ha trovato che l'incidenza dell'epatite B era il 7% nei 150 pazienti che
avevano ricevuto delle trasfusioni di sangue e che avevano ricevuto meno di
1500 milligrammi di vitamina C al giorno. Tra i 1095 pazienti che avevano
ricevuto trasfusioni di sangue e che avevano preso 2000 milligrammi o piu'
di vitamina C al giorno, non ci fu' nessun caso di epatite
la Vitamina C adesso viene somministrata di routine in entrambi gli ospedali
e i pazienti operati e in terapia intensiva ricevono dai 6 ai 10 grammi di vitamina C al
giorno diversi giorni prima di ricevere le trasfusioni e per diverse settimane
successive. 
-         Cose da evitare in caso di epatiti:
E’ importante non affaticare il fegato, quindi sarebbe buona norma
fare pasti leggeri e non abbondanti, più volte al giorno, ascoltando
la nostra fame, il messaggio che viene dal  nostro stomaco
da evitare
grassi animali
carne rossa
alcool,
caffè ed eccitanti
droghe elaborate chimicamente
fumo
sale
molluschi crudi, arachidi e frutta
secca, zucchero raffinato 
 
Alimentazione
1) Secondo una guida di medicina alternativa:si raccomanda una dieta povera
di proteine per minimizzare lo stress al fegato. Tutta la dieta dovrebbe avere un
regime ipoglicemico con piccoli pasti durante il giorno, evitando cibi zuccherati,
 alcool e caffeina. Bere moltissima acqua depurata, e con succo di limone fresco
ogni mattina e sera, seguito da succhi vegetali. Fare questo per due tre settimane.
L'ideale sarebbe un'insalata e un pasto a vapore, oppure vegetali leggermente
saltati in padella ogni giorno.
2) Secondo l'Enciclopedia della Medicina Naturale: si raccomanda una dieta
naturale ricca di fibre, e povera di grassi saturi animali e sintetici, carboidrati
semplici (zuccheri, succhi di frutta, farina bianca, miele ecc) acidi grassi ossidati
(oli fritti) e grassi animali. Mangiare cibi ricchi di lecitina, acidi grassi essenziali
(salmone, olio di lino) e vegetali verdi. Le radici di "dente di leone" e di carciofo
sono condimenti dietetici utili per migliorare il flusso della bile. Possibilmente t
utto biologico, per non fare il pieno di pesticidi e conservanti
Molte persone con HIV e HCV utilizzano la medicina naturale e trovano in queste
terapie un beneficio generale.
Ogni cosa che noi mangiamo, respiriamo, oppure assorbiamo attraverso la pelle
deve essere purificata dal fegato: un’attenzione speciale all’alimentazione e alla
dieta può aiutare a mantenere il fegato in buona salute . 
                          
 Il concetto di salute si rifà appunto a un equilibrio organico che una volta ripristinato,
reagisce a virus e batteri con tutta la sua energia. Più si conduce una vita sana,
più viene preservato questo equilibrio.
 
Esistonodiversi studi sull’efficacia di queste terapie 
 
 Le fonti  che abbiamo utilizzato  
www..pantellini.org sito con ampia documentazione su vitamina C e ascorbato di potassio
www.mednat.org un sito specifico e molto dettagliato su medicina naturale e alimentazione
www.disinformazione.it sito di informazione sulle ricerche scientifiche  per un approccio
terapeutico non invasivo e la cura delle malattie degenerative
www.guna.it spiega nel dettaglio come funziona la terapia fisiologica di regolazione e sua
concezione dell’organismo umano.
-Simposio congressuale “Management of Patients with Hepatitis C”, organizzato nell’ambito
del VIII Congresso Nazionale SIGE (Società Italiana di Gastroenterologia)-SIED (Società Italiana
di Endoscopia Digestiva) AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi & Endoscopisti
Digestivi Ospedalieri)
 
 
postato da: dissidio alle ore 09:49 | link | commenti (1)
categorie: erbe, epatite c