Vaccino Anti-Hiv. Finanziamenti poco chiari e effetti collaterali. Perchè continuare? Interrogazione ai ministri competenti
Nel 2003 l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) decideva di sperimentare sull'uomo un vaccino anti-AIDS basato sulla proteina ricombinante HIV-1 TAT.
Nel 2005 l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) incaricata dell'ispezione sugli studi clinici svolti, dichiarava di aver riscontrato 7 deviazioni critiche e 3 deviazioni maggiori, tutte di competenza del promotore della sperimentazione, ossia l'ISS.
Il verbale dell'AIFA informava che la sperimentazione non aveva raggiunto gli obiettivi preposti e sui rischi nel continuarla.
La dott.sa Ensoli, andando contro quanto dichiarato dall'AIFA, sostenne invece che gli obiettivi della sperimentazione erano stati raggiunti e che sarebbe stato giusto andare avanti nella sperimentazione. Per questo l'ISS autorizzo' a passare alla fase II della sperimentazione in Sud Africa.
Il 22 novembre 2007 un articolo del settimanale l'Espresso riporta la notizia che secondo lo stesso scopritore del virus dell'AIDS, Robert Gallo, la Tat attiva usata dall'ISS sarebbe potenzialmente tossica. Inoltre, nell'articolo si denuncia che i risultati della sperimentazione non sono mai stati pubblicati su una rivista di rilievo scientifico internazionale e che si sarebbero verificati effetti collaterali gravissimi quali un caso di paresi facciale e un altro problema muscolare importante.
Finanziamenti: secondo varie fonti, tra cui la prestigiosa rivista scientifica Science (vol. 317 del 10 agosto 2007): in tutto sarebbero stati stanziati dal Governo italiano 52 milioni di euro, di cui 21 dal Ministero della Sanita' per la sperimentazione in Italia e 31 per un programma generale contro l'AIDS in Sud Africa. Nessuno dei due fondi e' stato sottoposto al sistema di "peer-review" che prevede la valutazione dei progetti da parte di referees/revisori anonimi, competenti nella materia scientifica dei progetto e indipendenti dal proponente del progetto stesso. La replica e' arrivata il 18 novembre scorso: Enrico Garaci, presidente dell'ISS, dalla pagine del quotidiano IlSole24Ore, ha ricordato come i soldi stanziati finora per portare avanti la sperimentazione vaccinale di fase II in Italia e in Sudafrica sono 37 milioni di euro e non 52.
8 marzo 2008
CI VOLEVANO LE DONNE EMANCIPATE AL GOVERNO E UN MINISTRO FEMMINA
PER USARE LE MINORENNI COME CAVIE E FONTE DI PROFITTI
VACCINO ANTI PAPILLOMA HPV
“STUPRO SANITARIO”
Per le 280.000 bambine italiane di 11/12 anni, nate nel 1997, e per le loro mamme chiamate dal servizio sanitario ad inoculare il Gardasil alle figlie, il 2008 sarà anno di sventura perché le bambine in gran numero verranno sottoposte alla vaccinazione “contro” il Papilloma virus accusato di essere produttore di cancro al collo dell'utero, a trasmissione sessuale. L'esca è la paura del cancro che da anni le varie lobby sanitarie istituzionali e non, Ministero compreso, coltivano per sviluppare bieche operazioni commerciali come questa e dannose pseudo-sperimentazioni di massa sulla popolazione.
Facile colpire le bambine manovrando l'ignoranza delle mamme, che se per intuizione non cedono inizialmente alla propaganda insistente ed omissiva, verranno alla fine per lo più prese all'amo con la frase “Se tua figlia avrà il tumore al collo dell'utero in futuro sarà colpa tua”. Solo le più sveglie resisteranno al vile ricatto affettivo, sotto la pressione di una presunta obbligatorietà morale.
Allarmismo del tutto ingiustificato.
Dai dati scientifici il papilloma virus è presente nell'80% di uomini e donne e sovente fin dalla nascita, cioè è un normale abitatore delle mucose del pene, della vagina e della cervice, un germe che di per sé è innocuo e comune al pari di altri virus e batteri presenti. La trasmissione è anche al di fuori della via sessuale. Il contatto non comporta la malattia, ma eventualmente l'infezione generalmente transitoria. Il virus può tranquillamente scomparire da solo, anzi è la situazione più frequente e più probabile. In un 10% di casi (e più) il virus convive tutta la vita senza creare mai problemi. Il virus HPV non indica malattia, ma il rischio nell'1% dei casi di sviluppare nel tempo lesioni (macchie) trattabili. Perché si sviluppi un tumore sulla eventuale lesione non curata occorre tanto tempo circa 20/40 anni ed è un fatto eccezionale che si presenta nell'1% dei casi. Quindi l'infezione non è una malattia ma un fattore di rischio (Dr. M. Sideri ginecoloco-oncologo).
“Se le mamme volessero sapere quanto dura l'immunità, e se fra qualche anno si dovrà fare un richiamo o se l'essersi vaccinati non porrà altri problemi più avanti, e se le bambine che si vaccinano oggi saranno davvero protette dal tumore, si dovrebbe ammettere molto candidamente che per nessuna di queste domande c'è risposta” (Dr. G. Remuzzi immunologo).
Cosa c'è nel vaccino? Il virus vivo (papilloma) geneticamente modificato.
Chiarito questo non c'è logica nella direttiva Ministeriale. Perché produrre un danno immediato alle bambine di 11/12 anni che non fanno sesso, per evitare una ipotetica malattia fra 20/30/40anni con un vaccino sperimentale che ha copertura non garantita e di soli 5 anni?
Nel Notiziario Ministeriale Febbraio 2008, la Ministra Livia Turco, scrive: “l'offerta pubblica gratuita della vaccinazione è rivolta alle bambine tra gli 11 e i 12 anni perché in questa fascia è massimo il profilo beneficio-rischio”. Ma i rischi non li enuncia, li omette con sapiente rimozione.
Ha ricordato che “Alla base dell'età... c'è la volontà di facilitare l'offerta anche a bambine che altrimenti non avrebbero accesso per ragioni sociali, agganciandosi alla frequentazione della scuola dell'obbligo...”(24.11.07). Quindi scelta strumentale e classista.
Turco ammette: “è un'offerta... a uso controllato per sorvegliare attivamente gli effetti sulla popolazione esposta al vaccino”. Quindi è rischiosa sperimentazione di massa sulle bambine cavie.
Turco propone: “particolare cautela di somministrazione nell'età fertile” perché “i dati attualmente disponibili non sono sufficienti...”. Quindi si dovrà considerare il Ministero e la Turco responsabili penalmente di eventuali morti intrauterine o anomalie congenite da vaccino di donne rimaste gravide a sorpresa, dopo essere state vaccinate.
Turco precisa: “Saranno le evidenze scientifiche, degli studi di efficacia a dirigere la scelta di estendere la vaccinazione contro il Papilloma virus ad altre categorie di giovani donne...”.
Negli Stati Uniti, che sono stati i primi ad autorizzare il vaccino nel giugno 2006 - solo 5 Stati dei 50 lo raccomandano. Dopo le violente polemiche esplose nel Texas, giungono le voci di medici, scienziati ed esperti che testimoniano di non essere stati consultati prima della travolgente ordinanza esecutiva del governatore del Texas Rick Perry e denunciano che il Gardasil è pericoloso e non testato, distribuito per puro profitto, responsabile di pericolosi effetti collaterali.
Effetti negativi sono stati segnalati in 20 Stati, “le reazioni vanno dalla perdita della coscienza al collasso” riporta The Washington Time. “Alcune bambine hanno accusato gravi mal di testa, capogiri, nausea, febbre e perdita temporanea della vista...”. “Segnalati 13 casi di sindrome di Guillan Barrè”. Il National Vaccine Information Center segnala 5 morte, 51 invalide e 1.358 ricoverate d'urgenza.
L'Association Press denuncia che il governatore del Texas Rick Perry ha stretti legami con la Merck Pharmaceutical da cui ha ricevuto soldi per la sua campagna di rielezione. “Perry ha legami con donne di Governo, gruppo di pressione intergovernativo nazionale che si batte per una legge obbligatoria e ha ricevuto fondi dalla Merck”. Tutti e 50 gli Stati sono stati bersaglio, tramite pagamenti ai governatori e ai funzionari, degli sforzi dei maggiori lobbisti (NY Times 17.02.07).
Anche in Europa esiste la lobby delle donne che hanno siglato la giornata anti-HPV. In Italia nel giugno '07 è stata costituita la “Commissione Salute delle Donne” a tal fine. Nel novembre '05 nasce l'Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (O.N.Da), presidente Francesca Merzagora voluto da ditte farmaceutiche che “credono nella sua mission”, collegato all'IEO istituto oncologico di Veronesi che si è posto come pioniere della Vaccinazione anti-HPV iniziando uno studio clinico per vaccinare a 17 e 18 anni. Collabora nella campagna di propaganda partita il 23 Febbraio dal Ministero della Sanità, che comprende spot televisivi e radiofonici ingannevoli di “persuasione mediatica”.
“PROMOZIONE DELLA SALUTE DELLE DONNE”, “SALUTE DI GENERE” = nuovo mercato.
Ci volevano le donne al governo perché il sistema dei profitti sanitari proliferasse con:
- la vaccinazione anti-HPV gratuita alle minorenni e a pagamento alle ipocondriache (Turco);
- la raccolta precoce dei cordoni ombelicali presi ai neonati e alle madri sfinite dopo il parto con la clausola ricattatoria: “cordone a disposizione solo se a metà con lo Stato” (Turco);
- gli espianti/trapianti favoriti dalla Legge dell'esproprio e dai tesserini ingannevoli (Bindi); ecc.
Le donne al Governo? Una presenza di mera copertura di giochi economici e di potere che ha facilitato la riduzione del genere femminile ad un ammasso tremebondo e ipocondriaco di corpi senza orgoglio, facili prede delle sperimentazioni di massa e utili alle speculazioni economiche sanitarie.
Quindi lottare e non votare
Le donne dell'AEDfemminismo
INFORMATIVA
I vaccini anti HPV (human papilloma virus) attualmente sul mercato sono due: Gardasil (€ 564 per tre iniezioni) commercializzato negli Stati Uniti dalla Merck Phalmaceutical, coadiuvata in Europa dalla partner francese Sanofi-Pasterur. In concorrenza pronto anche il Cervarix prodotto dalla GlaxoSmithKline britannica. Si profila una guerra tra aziende per conquistare il mercato. L'indicazione alla vaccinazione data dalle autorità è dai 9 anni ai 26, dopo i 26 solo screening. La vaccinazione proteggerebbe dai ceppi 16 e 18 sui 100 virus HPV conosciuti.
Si tratta di un'iniezione intramuscolare iniziale e due richiami entro sei mesi. Si prevedono altri richiami dopo 5 anni al termine della presunta protezione.
Anche i Paesi europei hanno reso disponibili sul mercato il vaccino HPV, ma l'Italia è il primo che lo distribuisce gratuitamente alle 11enni. I finanziamenti in Italia ammontano a 100 milioni di euro, e forse più, che fa capire che questo è un business sanitario per gestire fondi da capogiro.
Preso da:
Un articolo di Steve Connor pubblicato sull’inglese The Indipendent1 è subito circolato tra gli addetti ai lavori e gli interessati (vedi il testo integrale a pag. 8), ci ha informato di qualcosa che chi si occupa di medicina naturale, o anche più semplicemente chi è un po’ più attento alla propria salute, sapeva già da tempo e cioè che quasi tutti i farmaci sono inefficaci in più della metà dei pazienti. Quando addirittura non sono nocivi.
L’affermazione non è dell’uomo della strada di turno intervistato all’uopo, ma è di un amministratore capo della più grande compagnia farmaceutica inglese (e' una tra le più grandi del mondo), la GlaxoSmithKline.
I dati forniti in questo articolo sono veramente disarmanti, tanto più se consideriamo le autorevoli e interessate fonti di provenienza per cui qualche maligno potrebbe pure supporre che se le cifre rese pubbliche sono queste, quelle reali potrebbero essere anche peggio. Ma partiamo dal presupposto che abbia trionfato la buona fede e la trasparenza e vediamo questi dati.
La frequenza di risposta, ossia la percentuale di efficacia di alcune categorie di farmaci per le principali patologie attuali è quella che segue:
TABELLA DELLA FREQUENZA DI RISPOSTA DEI FARMACI
|
Settore Terapeutico |
% di efficacia del farmaco |
|
Alzheimer |
30 |
|
Analgesici (Cox-2) |
80 |
|
Asma |
60 |
|
Aritmie cardiache |
60 |
|
Depressione (SS RI) |
62 |
|
Diabete |
57 |
|
Epatite C (HCV) |
47 |
|
Incontinenza |
40 |
|
Emicrania (acuta) |
52 |
|
Emicrania (profilassi) |
50 |
|
Oncologia |
25 |
|
Artrite reumatoide |
50 |
|
Schizofrenia |
60 |
Ma l’affermazione più drammatica e riassuntiva la fa Allen Roses, vicepresidente della linea genetica della Glaxo, quando afferma che "la stragrande maggioranza dei farmaci — più del 90% — funziona solo nel 30-50% degli individui". Consiglierei di rileggere con molta lentezza l’affermazione qui esposta e di fare una pausa riflessiva. Credo che per qualsiasi umano di senno sia una pausa veramente devastante...
Le domande che ci si accavallano in testa sono tante. L’indignazione sale ?
Vaghi desideri del tipo "Rambo 2, la vendetta" si affacciano alla mente ? Sicuri ? O forse siamo talmente abituati all’umiliazione quotidiana delle nostre coscienze e dei nostri intelletti da digerire ormai qualsiasi cosa ?
Il presente articolo avrebbe la presunzione di scuotere l’animo (sempre ammesso che mi sia permesso e che sia rimasto qualcosa da scrollare, visto che ormai, si può dire, ci hanno shakerato tutti i visceri, niente escluso) e illuminare la mente sui meccanismi reconditi di Big Pharma, il cartello farmaceutico internazionale così come viene chiamato nei paesi anglosassoni, mostro a più teste da cui tutti dipendiamo e in cui tutti riponiamo speranze e illusioni, specialmente nei momenti peggiori della nostra esistenza e di quella dei nostri cari.
Direi che la base di partenza per le nostre riflessioni sia analizzare come questi farmaci vengono ideati e prodotti per poi dare risultati così scadenti.
La Filiera Del Farmaco
Più che dare qualche altra cifra o nome di farmaco inquisito o additato per la sua nocività o inefficacia (Lipobay, Bactrim, AZT, Tamoxifene, ecc.) mi preme qui andare alla radice del problema, ossia analizzare il processo di come si arriva alla produzione e commercializzazione di un farmaco.
Lì c’è tutto. Capito il funzionamento, capito tutto.
Per adesso e per sempre (se non cambia qualcosa). Va rimossa cioè, la diffusa convinzione di fondo secondo cui le case farmaceutiche con l’aiuto delle ricerche di scienziati di provato ingegno e bontà d’animo lavorano per il benessere dell’umanità alla ricerca di farmaci che ne allevino la sofferenza. Questo poteva essere vero sino agli anni Cinquanta o forse Sessanta del secolo scorso.
Su meccanismi e le finalità odierne delle fabbriche di medicinali sarei più dubbioso.
Certo non si può generalizzare ma vediamo come generalmente si articola il processo di fabbricazione d un principio attivo curativo. Allora, forse non tutti sanno che ogni farmaco deve superare varie fasi di studio e di sperimentazione per poter poi entrare nel mercato ed essere venduto e somministrato ai malati.
Una molecola munita di un’attività terapeutica degna d’attenzione, in media riesce a diventare farmaco in un tempo medio di 15 anni.
Negli ultimi anni, però, le multinazionali del farmaco riescono ad aggirare il problema di fasi di studio e controllo troppo rigide ricorrendo al reclutamento convulso di cavie umane volontarie (pagate) in paesi del Terzo Mondo, al fine di sperimentare farmaci i cui test non sono ancora stati approvati negli USA.
E dico USA perché Stati Uniti e Gran Bretagna sono i paesi in cui si concentrano i due terzi dei profitti farmaceutici mondiali 2.
Test Sperimentali
Le cavie a buon mercato per i laboratori europei (svizzeri, tedeschi ecc.) sono reclutate invece nei paesi periferici dell’Est europeo, paesi dove, al pari di altre zone economicamente depresse del pianeta, il rimborso ottenuto per farsi martirizzare è molto agognato.
Negli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di 10.000 dollari, in Russia 3.000 e nelle regioni più povere del mondo ancora meno. Ma i test di sperimentazione su cavie umane nei paesi poveri consentono, oltre che un risparmio economico, anche di risparmiare sui tempi, perché le case farmaceutiche sottostanno in questo caso alle legislazioni locali solitamente meno restrittive. Ciò permette di arrivare prima sui mercati e cioè di brevettare prima.
Per capire l’importanza della velocità nel processo di realizzazione di un medicinale, si deve ricordare che un giorno di ritardo nel lancio di un farmaco costa in media a un’azienda farmaceutica 2 miliardi e 600 milioni delle vecchie lire3.
Il valore vero della sperimentazione quindi non è nel conseguire il miglior prezzo a cui poi vendere un prodotto o la sua migliore efficacia (come poteva essere decenni fa, in cui forse il business aveva ancora un’anima umanistica), ma è l’arrivare primi per brevettare prima4.
Seguire un protocollo di approvazione di un farmaco costa più o meno 300 milioni delle vecchie lire.
Ma sono 1 .000 i miliardi delle stesse che si possono ottenere sfruttando in esclusiva il farmaco arrivando per primi ai brevetti.
Sì, avete letto bene: plurale.
Per ogni farmaco si possono infatti fare più brevetti per prolungare l’agonia di speculazione: un brevetto sul processo di fabbricazione, uno sul metodo di somministrazione (compressa, siero, fiala ecc.), uno sulla posologia, uno sul principio attivo ecc. ecc.
Per dirla con le parole di uno scienziato “pentito” : "I test clinici sono oggi figli di una sola necessità: la ricerca di margini sempre maggiori di profitto. Non crederete mica che le società fanno esperimenti per pura ricerca scientifica"; così Benno Leutold, medico, scienziato e ricercatore per Roche, ha lavorato pure ad Harvard e poi nei laboratori americani dei National Health Institute5.
E sempre Leutold che ci informa inoltre che "Nessun test è in grado di stabilire con esattezza gli effetti collaterali e quelli clinici di un medicinale nell’arco dei 5-6 anni della sua sperimentazione. Un tempo ragionevole sono 30 anni. Solo allora si comprende l’intero spettro di azione di un farmaco"6.
Anche su questo ci sarebbe da meditare parecchio. Qui sta la radice del problema. E ovvio cioè che la qualità di un medicinale rimane un punto interrogativo a lungo, checché ne dicano mass-media e riviste scientifiche di turno.
E dopo vent’anni di vita il brevetto svanisce e il farmaco viene spinto fuori dal mercato per il prezzo troppo basso7.
Si ha interesse quindi a cicli continui di nuovi prodotti.
Sono loro che decidono quali farmaci devono restare sul mercato e quali devono essere ritirati. Non vengono prese queste decisioni sulla base dell’efficacia di un medicinale o di una moralità legata allo stato terribile della sofferenza umana.
Si decide sulla base del migliore investimento e resa economica. Si investe in quel farmaco che prospetta il maggior guadagno e si progetta un piano di lancio mass-mediatico ad hoc.
Quando infatti un farmaco ha superato il test di fase 1, e si inizia a fare sperimentazione sui malati, si lascia trapelare la notizia ai giornali di un nuovo "miracoloso" prodotto in arrivo e le azioni in borsa della multinazionale che lo produce cominciano a lievitare.
Spero di essere stato chiaro.
E la scusa che i prezzi dei medicinali sono alti perchè le industrie farmaceutiche devono ricavare grandi profitti da un farmaco per poter finanziare la ricerca e lo sviluppo di altre medicine ancora, è ormai palesemente scoperta: le case farmaceutiche investono nella commercializzazione dei loro farmaci il doppio di quanto investono in ricerca e sviluppo8.
La commercializzazione
E la commercializzazione è, parimenti alla sperimentazione, veramente senza scrupoli.
Le case farmaceutiche possono, ad esempio, arrivare ad ampliare deliberatamente le indicazioni di un medicinale semplicemente per allargare il mercato dello stesso quando questo abbia qualche problema di smaltimento o abbia riscontrato scarso successo. Un farmaco autorizzato per la lotta al cancro in Europa può allora tranquillamente diventare un medicinale contro l’emicrania in Africa e magari a un prezzo decisamente superiore che non nel Vecchio continente, e venduto pure senza alcuna controindicazione allegata9.
Questo strapotere delle case farmaceutiche sta incontrando qualche resistenza in alcuni paesi del Terzo Mondo.
Ma l’attuale presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha sostenuto di voler difendere a ogni costo il copyright dei farmaci delle multinazionali contro le decisioni "arbitrarie" di alcuni paesi appunto come la Thailandia e il Brasile che hanno iniziato a prodursi farmaci salvavita a prezzi abbordabili aggirando "illegalmente" i diritti dei brevetti delle case farmaceutiche occidentali.
Ma questo è un percorso scontato per il presidente USA, dato che fra i primi finanziatori della sua scorsa campagna elettorale figurano proprio le maggiori aziende farmaceutiche americane (e non solo): Bristol-Myers, Squibb, Pfizer, GlaxoSmithKline, Schering Plough, che in quell’occasione gli donarono quasi 40 miliardi di vecchie lire.
Per concludere, vorrei dire che tutto il processo rigidamente vincolato dagli interessi economici sin qui descritto sta degenerando intenzionalmente in una corruzione estesa a tutto l’ambiente medico e scientifico, per cui non si può più a mio parere fare molto affidamento sulle affermazioni di un foglietto illustrativo di un farmaco.
Tre anni fa si parlava già in Gran Bretagna di una cifra ufficiale compresa tra l’1 e il 5% di ricerche scientifiche contenenti dati e risultati falsificati, investigazioni autorizzate alla mano10.
Per gli Stati Uniti la stessa fonte riportava addirittura una cifra compresa tra il 24 e il 35% tra violazioni dei protocolli e falsificazione dei dati11. Ora la situazione è certamente peggiorata, nel senso che c’è più coscienza anche nell’ambiente medico che il fenomeno è generalizzato e che gli articoli e gli studi che vengono pubblicati sulle riviste, che stabiliscono lo status di un farmaco o di una ricerca, sono quasi sempre il risultato di un finanziamento o di un interesse diretto delle case farmaceutiche stesse.
Ad esempio, recentemente il New England Journal of Medicine, la rivista medico-scientifica più autorevole degli USA, ha dovuto pubblicamente ammettere che alcuni dei suoi articolisti più eminenti avevano interessi economici diretti, seppur sino ad allora occultati, in alcune case farmaceutiche che producevano farmaci della cui ricerca si erano occupati.
La corruzione ha poi anche altri aspetti.
In Portogallo un funzionario della Bayer ha soffiato ai giornali i nomi di 2.500 medici che risultavano sul libro paga della multinazionale affinché prescrivessero determinati farmaci.
Il signor Pequito, il nome di questo impiegato, nonostante la protezione della polizia, è già stato pugnalato due volte ed ha rischiato la vita.
Si capisce che a questi livelli la qualità e l’efficacia di un farmaco sono molto al di sotto come importanza dell’ufficio marketing dell’azienda che lo produce.
Ma il fenomeno non è solo americano o portoghese. Io credo sia piuttosto generalizzato.
In Gran Bretagna ad esempio "Un terzo del comitato britannico per la sicurezza dei medicinali ha dichiarato di aver dei vincoli economici con società farmaceutiche sui cui prodotti sono chiamati a emettere un’opinione"12. Meditiamo ancora con una bella pausa su quello che ciò significa.
Quindi, per finire, se ad esempio negli Stati Uniti la seconda (anno 2006) causa di morte dopo malattie cardiache e cancro è... l’uso di farmaci e altre cause iatrogene (infezioni ospedaliere, interventi chirurgici, errori di medicazione ecc.) direi che possiamo permetterci di non stupirci13. Questo non ci esime però dall’opporci.
patologie iatrogene
AIDS e AZT
CURARSI CON UN TOPICIDA IMMUNODEPRESSIVO
L’AZT, sostanza contenuta nello sperma delle aringhe.
Data la sua elevatissima tossicità è impiegato come base per il veleno per topi.
Quindi, per anni, la medicina ha sperimentato sugli esseri umani un potentissimo topicida, e continua a farlo tuttora.
Non staremo qui a scendere nel “tecnico” su come agisce (per chi volesse saperne di più: “AIDS Gate” http://aliveandwell-eugene.dreamhost.com/aidsgate/ ), comunque l’AZT era stato utilizzato in medicina per distruggere le cellule malate, cancerose, ed impedirne
Si disse allora che era una questione di dosaggi. Alte dosi uccidevano in breve tempo, ma dosaggi più bassi erano presumibilmente “benefici”. Così vennero fatte altre sperimentazioni su svariate patologie, fra cui soprattutto psoriasi e malattie della pelle. Roba da matti. Inutile dire che fu ben presto accantonato.
Va detto che le case farmaceutiche, siccome ricevono parecchi finanziamenti anche in denaro pubblico per le ricerche, spendono ogni anno montagne di soldi nella ricerca e creazione di nuovi farmaci. Ma molti di questi sono puramente speculativi. Il composto chimico magari funziona, produce alterazioni a vari livelli, e viene anche sperimentato su uomini (carcerati, malati di mente …) e animali, ma non ha malattie specifiche da curare, non si sa a cosa possa servire, così viene messo nel cassetto, in attesa che salti fuori la malattia o la scusa buona per tirarlo fuori.
Così è stato per l’AZT.
Vent’anni dopo, con l’avvento di una malattia così “mortifera e terrificante” come l’AIDS, la Wellcome rimise prontamente mano alla sua mirabile invenzione, affermando teorie folli, per cui l’AZT, prima di ammazzare le cellule, ammazzava i virus, ed essendo la recentissima scoperta di Gallo causata da un virus (l’HIV), terapie brevi e mirate sarebbero state efficacissime. La FDA (Food and Drug Administration, l'ente statunitense che verifica l'efficacia dei farmaci) lo approvò ufficialmente solo nel 1987, ma ne consentì l’uso in via sperimentale fin dalla “scoperta” dell’HIV (1984), anche in associazione con altri farmaci, come del resto, aveva già fatto in precedenza autorizzandone l’uso per altre patologie (cancri, ecc.), sin dal 1964.
Ricomincia
Ma invece di sospenderne l’uso, arriva la teoria più demenziale: non bisogna usarlo da solo, ma associato ad altri farmaci che ne limitino i danni e ne integrino l’azione.
Chissà quanti malcapitati si sono ritrovati a dover prendere dosi incredibili di farmaci di ogni genere, fra cui l’AZT, nella speranza di curare una malattia che neanche esiste nei termini in cui viene presentata, morendo di intossicazione da farmaci.
L’AZT è stato usato indiscriminatamente su soggetti già debilitati, donne in gravidanza, neonati.
Moltissimi sono i casi di persone che accortesi del rapido peggioramento con l’AZT, hanno smesso di prendere ogni farmaco, salvandosi dalla morte, e creando quella casistica che la medicina ufficiale non sa spiegare, di soggetti che pur essendo sieropositivi non si ammalano e non muoiono.
Come cresce la voce del dissenso e l’informazione (controinformazione), sempre di più sono le persone che si salvano da una morte imminente annunciata come inevitabile.
A Londra, i superstiti pubblicano la rivista “Continuum”. In Olanda collaborano con la Fondazione per
La maggioranza delle persone colpite dall'AIDS che sono sopravvissute alla malattia lo hanno fatto grazie a grandi dosi di volontà e di senso critico, assumendo costumi di vita coscienti e responsabili, e perché no, anche antagonisti.
Il famoso campione Earvin "Magic" Johnson, risultato sieropositivo nel 1991, pare abbia assunto AZT per pochi giorni, risultandone debilitato, e che abbia subito smesso.
La sua salute migliorò subito, tanto che vinse alle Olimpiadi del
Un altro dei tanti misteri dell’AIDS.
Tratto dal sito http://digilander.iol.it/anok4u/Doc/aidsmm.htm
ps. l'AZT si trova anche nei seguenti farmaci: combivir, retrovir, trizivir
APPUNTI DELL’ESPOSIZIONE DEL DR. KREMER A BARCELLONA AL 1° INCONTRO AVS (ASSOCIAZIONE DEI VINCITORI DELL’AIDS) E PLURAL-21 DEL 31/8/2001
Il Dott.re Kremer inizia col commento dei medicinali prescritti a un paziente.
BACTRIM (Cotrimoxazol)
I suoi due componenti (trimetoprim e sulfametoxazol, TMP/SMX) bloccano in due maniere diverse l'acido folico, per cui non si può formare DNA nuovo. Tuttavia tutte le cellule nuove necessitano DNA.
Inoltre, l'acido folico può venire immagazzinato solamente durante 45 giorni; invece, la terapia col BACTRIM dura dei mesi. Quindi l'acido folico verrà esaurito.
E non si può compensare somministrando un po' di acido folico (ad esempio, 15 mg al di' di Lederfolin), addirittura in una quantità molto minore di quella del Bactrim.
Il TMP/SMX elimina anche molto glutatione.
DACORTIN
Corticoesteroide: inibisce le cellule T, la replicazione del DNA, gli enzimi.
PARACETAMOL
Molto tossico per il fegato. Viene metabolizzato nel fegato e i suoi metaboliti sono eliminati dai reni A PATTO CHE ci sia glutatione in quantità sufficiente.
Il glutatione è la molecola di disintossicazione più importante. E' formato da tre mattoni dei quali il fondamentale è la cisteina. Da 40 anni viene somministrata la cisteina per disintossicare dal paracetamol. Il glutatione è formato da tre componenti: cisteina, glutammato e glicina. La cisteina è un amminoacido semplice. Dei 20 amminoacidi, solamente due contengono lo zolfo: la metionina (che si ottiene dagli alimenti) e la cisteina (che viene formata dal fegato a partire della metionina).
Dal 1989 si sa che le persone che risultano positive ai "test dell'Aids" hanno una diminuzione della cisteina nel plasma sanguineo. Quindi avranno anche una diminuzione del glutatione. Ed il glutatione è necessario per la produzione del 90% delle proteine della catena respiratoria dei mitocondri.
La combinazione di Bactrim, Dacortin, e Paracetamol può portare a un punto critico a partire dal quale si produca degenerazione organica.
Nonostante, questa combinazione esplosiva può avere un' apparienza terapeutica, ad esempio, riguardo la polmonite da Pneumocystis Carinii ( PCP). Cosa succede? L’effetto distruttivo verso i mitocondri e verso il DNA , danneggia anche il fungo Pneumocystis Carinii, per cui la PCP si attenua. Ma questo beneficio è soltanto a breve termine. In effetti, la stessa terapia somministrata prepara il terreno perché ritorni la PCP. ( Per questo motivo nel quarto cambiamento della definizione dell'Aids effettuato nel 1993 venne introdotta la "polmonite ricorrente" come una delle 29 malattie che definiscono l'Aids).
Come la terapia ospedaliera della PCP prepara l’irruzione di una nuova PC? L'attacco del Bactrim ai mitocondri e, assieme al Dacortin, alla formazione di nuovo DNA, riduce particolarmente la formazione di cellule T, che il Dacortin inibisce. Il compito principale delle cellule T è il riciclaggio del milliardo di cellule che muoiono dentro di noi tutti i giorni. Se questo riciclaggio non può effettuarsi convenientemente, si accumula materia organica morta, in particolar modo nelle mucose pulmonari. E la materia organica morta è il miglior terreno per la proliferazione dei funghi. Il Pneumocystis Carinii è un fungo che è nel aria, tuttavia non è un protozoo parassita come continuano a considerarlo la maggioranza degli ufficialisti. La PC è una famiglia di funghi che risultano danneggiati in maniera diversa dal Bactrim, per cui è probabile che nella successiva polmonite si sviluppi una resistenza e la situazione si aggravi.
E' probabile che il Bactrim sia ancora più pericoloso dell'AZT.
Ciò consente di rispondere a chi fa delle obiezioni: Se dal 1987 gli ammalati muoiono per colpa dell'AZT, di cosa morivano prima del 1987, anno in cui venne aprovvato l'AZT?
Nel 1981 apparve ciò che finì per essere denominato Aids precisamente in omosessuali con PCP. E subito dopo è stato aggiunto il Sarcoma di Kaposi (SK) (il 15% dei "casi di Aids" iniziali negli USA ebbero SK). Le tre cause di morte furono inizialmente: PCP, candida (che è anche un fungo) nell’ esofago e apparato digerente, e SK.
E' stato detto: Omosessuali di 30 anni che muoiono di PCP e SK? “Ciò è enigmatico e nuovo". FALSO. Era la continuazione di una situazione già conosciuta.
* NEGLI ANNI TRENTA:
Nel 1939 venne pubblicato: PCP nei neonati prematuri che prima sarebbero morti di infezioni batteriche. Vengono scoperte le sulfonamide nel 1935 (ce n'è una nel Bactrim) e si comincia a somministrare a neonati con immunodeficienza. Risultati: già non morivano a causa di sepsi batterica, ma sviluppavano PCP.
*NEGLI ANNI QUARANTA:
Dopo la II Guerra Mondiale: PCP massiva nei bambini negli orfanatrofi. C'era un percentuale di PCP maggiore di quello attuale nell’ Aids. In Svizzera, che non partecipò nella II Guerra Mondiale e non c'era la fame: 800 casi di PCP all'anno. Oggi in Germania (dodici volte la popolazione svizzera): 800 casi di Aids all'anno.
*NEGLI ANNI CINQUANTA:
Esperimenti con topi: Gli venivano somministrati antibiotici e corticoesteroidi, cibo senza proteine e si mantenevano in isolamento (senza contatto con l'aria esterna).
Sviluppavano Neumocistis atipica (non causata dai batteri). Furono sacrificati e vennero fatte le autopsie. Non fu rilevato il PC come agente patogeno, ma il polmone aveva le stesse caratteristiche. La cosa importante era la dieta senza proteine. Ma fino agli anni settanta non si conobbe che la cosa decisiva era la mancanza di cisteina. Adesso si commette lo stesso errore di 50 anni fa.
*NEGLI ANNI SESSANTA:
Appariva PCP nei casi di cancro trattati con corticoesteroidi, in bambini con leucemia, e in malati autoimmuni trattati con chemioterapia.
-Severe Combine ID: esaurimento di cellule T e B nel midollo osseo nei malati di leucemia trattati con metrotrexato, l'altro componente del Bactrim.
-Giappone: nuova malattia che attaccava nervi, muscoli, cuore,... Si attribuì a un virus! Un medico scoprì che era dovuta a un antiparassitario contro la disinteria amebica: Enterobioform (Ciba Geigy, adesso Novartis), che agisce contro i mitocondri nello stesso modo dell'AZT, Trimetroprim(TMP), Aziotioprim.
*NEGLI ANNI SETTANTA:
-Nei trapianti di organi venivano somministrate delle sostanze immunosoppressorie (inibitori della maturazione dei linfociti T) con lo scopo di evitare i rigetti. Cioè, veniva provocato Aids con i medicinali. E' stato documentato che il 6% dei trappiantati sviluppavano SK, PCP, ed altre infezioni da funghi, così come linfomi. Avevano una media di 30 anni. (Il 50% dei pazienti che sviluppavano SK avevano un'altra caratteristica: la maggioranza apparteneva al gruppo sanguineo A,B, o AB). La PCP si manifestava quando veniva somministrato Bactrim contro le infezioni renali. E quando ad altre persone venivano somministrati anche dei corticoesteroidi, oltre la PCP sviluppavano SK. I prodotti più utilizzati furono l'azathiopina, aziotioprim (alla fine degli anni 60). E'stato calcolato che dopo tre anni e mezzo della sua applicazione si manifestavano PCP, SK, linfomi.
-Dagli anni 70 si sa che il Bactrim è massivamente immunotossico.
Esperimento: Innesto di pelle a tre gruppi. Al gruppo A veniva somministrato aziotioprim; al B, TMP; al C niente (gruppo di controllo). Risultato: Il gruppo C respinge l'innesto; gli altri due no.
*NEGLI ANNI OTTANTA:
-Negli esperimenti con mitocondri nei laboratori, vengono utilizzati in maniera abitudinaria dei prodotti con gruppo N3 per bloccare la loro catena respiratoria.
(Attualmente, la parola "Antibiotici" ha un significato positivo. Ciò deriva dal fatto che nel 1946 si scoprì in un fungo la penicilina, sostanza che uccideva batteri. Venne sintetizzata in laboratorio. Nel 1948 venne applicata la prima chemioterapia al cancro: metrotexato, simile al trimetroprim contenuto nel Bactrim -assieme a un sulfonamide-. Esiste un logico timore alla chemioterapia. Per richiamare l'attenzione sulle sostanze di sintesi chimica pericolose e diminuire ciò che di positivo hanno gli antibiotici, adopero la parola Chemio-antibiotici).
Struttura simile:
*gruppo AZA e gruppo N3.
*Azathiopina, aziotioprim, TMP, AZT (dalla stessa fonte: Burroughs Welcome, Glaxo Welcome, GlaxoSmithKlein).
*1983: Prima Conferenza Internazionale dell'Aids in New York. Viene detto che "servono pazienti per fare degli esperimenti nei quali venga inibita l'immunità per vedere se sviluppano cancri". Bisogna ricordare che furono "ricercatori del cancro" quegli che diventarono "ricercatori dell HIV".
*Le cellule sono ospiti di colonie di batteri: i mitocondri, che producono il 90% dell'ATP. Il processo di endosimbiosi ebbe luogo due miliardi di anni fa. Animali, funghi e piante possiedono mitocondri. E senza mitocondri intatti non c'è respirazione aerobica nelle cellule. Mitocondri: export-import. Ogni mitocondrio: 37 geni. Siccome c'è una media di 1300 mitocondri in ogni cellula, ogni...