Con la riapertura delle scuole si ripresenta, come ogni anno, il problema della refezione scolastica e, più in generale, dell'alimentazione nell'infanzia.
E' un argomento di rilevante importanza di cui, stranamente, nessuno parla.
Basterebbe dedicarvi un millesimo del tempo e delle pagine concesse alla diatriba sul crocifisso nelle aule o sul problema del peso degli zainetti, per compiere un'opera di maggiore utilità pratica e sociale.
Tutti sappiamo ormai quanto stretti siano i rapporti tra l'insorgere delle più importanti malattie che affliggono la nostra epoca e certe scorrette o inadeguate abitudini alimentari. Sappiamo anche come, in questo ultimo secolo, siano radicalmente modificate tali abitudini nei paesi cosiddetti "civilizzati".
Le tecnologie industriali hanno gradualmente invaso il settore alimentare e, se da una parte hanno migliorato la conservazione e l'igiene dei cibi, dall'altra hanno irrimediabilmente sconvolto l'equilibrio insito nei principi nutritivi così come la Natura ce li aveva forniti per migliaia di anni.
A supporto di tale strategia è subentrata, sempre più schiacciante la pubblicità, che condiziona TOTALMENTE le abitudini alimentari di gran parte della gente.
Ebbene dall'alleanza tra queste due potenze (ben consolidata dal dio Profitto), è scaturita la più grande minaccia per la salute che la storia dell'uomo ricordi.
L'inquinamento più subdolo e più letale.
Senza scomodare episodi eclatanti e ormai storici come il vino al metanolo o i pomodori al temik o al più recente "morbo della mucca pazza", è sufficiente soffermarci su due soli aspetti, diremo quotidiani, e per questo più pericolosi, dell'alimentazione attuale, di particolare rilievo per l'infanzia: lo zucchero e i cibi raffinati in genere.
Lo zucchero rappresenta il prototipo dei "cibi" raffinati in quanto è ciò che resta della lavorazione della canna o della barbabietola, cui vengono tolte tutte le vitamine e i sali minerali per giungere al prodotto "saccarosio puro".
Non esiste in natura alimento più sbilanciato: rappresenta per chi lo ingerisce una sorta di "bomba metabolica" che costringe l'organismo a mobilitare le ghiandole surrenali, il pancreas, e a consumare le vitamine del gruppo B e il Calcio, per riuscire a smaltirlo. Non si può considerarlo neanche un alimento ma semplicemente un apportatore di "calorie vuote", fine a sé stesso, estraneo alle esigenze di un organismo in cerca di equilibrio.
L'incremento enorme del consumo di zucchero verificatosi nel secolo scorso (in Italia dai 3 kg. pro capite del 1881 si è passati ai 28,1 del 1984), va di pari passo con l'incremento delle malattie degenerative (diabete, aterosclerosi, cancro,ecc..) che hanno sostituito le infettive nel ruolo di killer del xx° secolo.
La scienza medica ufficiale inizia timidamente ad ammettere (tanto schiaccianti sono ormai le prove) la responsabilità dello zucchero nell acarie dentaria e nell'obesità, altri flagelli delle società opulente.
Nell'ambiente della Medicina Naturale, nel quale io opero, sono note in realtà ben altre e più vaste responsabilità, altrettanto documentate, di tale nemico della salute.
Discorso analogo è da fare per i cereali raffinati, privati cioè di più del 90% del loro potere nutritivo, della loro vitalità, del loro mirabile equilibrio in vitamine, aminoacidi, sali minerali, oligoelementi che per millenni è stato la struttura portante dell'alimentazione umana.
Operazioni come raffinare, sbiancare e brillare il riso; ridurre il frumento a farina 00 per fare un pane che del pane ha solo il nome e poi "indirizzare" la gente, ovviamente stitica e/o colitica, a comperare la crusca (precedentemente tolta!) in farmacia o erboristeria a prezzi elevatissimi oppure le fette biscottate "arricchite" con vitamine e calcio o fosforo (precedentemente tolti!), fanno davvero pensare quanto lo Stato, succube delle multinazionali,, abbia scarso interesse per la salute dei cittadini e anzi si adoperi a minarla.
Questi sono solo piccoli esempi delle assurdità, o meglio del "complicare la semplicità" a fini di lucro, cui la logica dell'alimentazione moderna ci costringe; si potrebbe continuare e trovare esempi altrettanto pregnanti in ogni settore alimentare.
Nonostante tali evidenze impera la nefasta consuetudine di nutrire i bambini con dolciumi, merendine, bibite zuccherate e la scuola diventa "complice" in quanto luogo spesso scelto, con perfida astuzia, dalla pubblicità per lo spaccio di tali "cibi-spazzatura", che non si proporrebbero, conoscendoli bene, al nostro peggior nemico.
Non esiste niente di più deleterio di tali "cibi" per la salute dell'infanzia. Sono cocktails devastanti( studiati a tavolino da esperti) di zuccheri raffinati, coloranti, conservanti, latte in polvere, grassi, farine raffinate, che non hanno NIENTE di genuino, nonostante spudoratamente diversi spots pubblicitari lo proclamino.
Oltre a ciò l'uso di tali prodotti è diseducativo in quanto allontana il bambino dai sapori naturali dei cibi veramente genuini, della frutta, della verdura, del pane integrale,ecc.. Qualche tempo fa comparve addirittura uno spot che invitava le mamme a mettere due merendine nella cartella al posto del pane e companatico giudicato "pesante", per dare più energia ai loro bambini e, in un'altra scenetta, un bambino diceva a un altro, durante l'intervallo, una frase del tipo:"Però, il bello della scuola è che c'è l'intervallo, così possiamo mangiare le nostre merendine!".
Esempi di tali mostruosità, che continuano tuttora in altre forme, andrebbero denunciati o almeno boicottati non comperandoli. Qualcosa di simile accadde qualche anno fa con le gigantografie che tappezzarono le città con le scritte:"Lo zucchero fa bene al cervello"-"Il tuo organismo ha bisogno di zucchero". Mai falsità e mistificazione furono più gravi, perché assimilavano il concetto di zuccheri, intesi come carboidrati complessi necessari all'uomo, con quello di zucchero raffinato-saccarosio che nulla ha a che fare con l'equilibrio metabolico umano e con le necessità energetiche del cervello.
Tornando alla refezione scolastica da qualche anno una Legge Regionale impone
l'inserimento di cibi biologici e piatti tradizionali nei menu scolastici e qualche timido tentativo si sta facendo, ma gli ostacoli sono ancora tanti, specialmente per l'ostilità dei genitori dei bambini, ottusamente arroccati a certi pregiudizi (come la carne tutti i giorni, il pasto con primo, secondo, frutta e dolce,ecc..) e la scarsa conoscenza e sensibilità del personale insegnante; cose che io stesso ho potuto constatare direttamente partecipando come consulente del Comune di Prato per la refezione scolastica.
Come fare allora per difendersi?
Ecco alcune proposte:
1)ABOLIRE lo zucchero raffinato in tutte le sue forme visibili o nascoste (è onnipresente nelle etichette!), acquistando solo prodotti dove sia espressamente scritto Senza Zucchero o, in alternativa, dove ci siano dolcificanti naturali tipo mieli, malto,melassa,ecc..
2)Sostituire i cereali raffinati(pane,pasta,riso,farine,ecc..) con quelli integrali, possibilmente a coltivazione biologica.
3)BOICOTTARE tutti i prodotti industriali pubblicizzati e venduti per l'infanzia, partendo dal presupposto che la genuinità e la non nocività di un prodotto è INVERSAMENTE proporzionale al budget pubblicitario della ditta produttrice.
4)Tornare ai cibi tradizionali delle nostre terre e stagioni e abituare i bambini a mangiare la frutta, le verdure, i legumi, il pane integrale.
5)LIMITARE al massimo l'uso della televisione nei bambini, specialmente della pubblicità.
6)SENSIBILIZZARE il mondo della scuola al problema della refezione scolastica i cui menu non sono (come quelli degli Ospedali sui quali ci sarebbe da scrivere un altro articolo) esempio di sana alimentazione. Dedicare più tempo nelle riunioni con i genitori alla discussione di tali problemi e a decisioni operative del tipo ESPELLERE dalle scuole le macchinette automatiche dispensatrici di merendine, Coca Cola e affini.
Per concludere ricordarsi sempre che i popoli che hanno mantenuto delle abitudini primitive e consone alle loro tradizioni sono sani e hanno dei denti sanissimi, così come li avevano più di un secolo fa gli indigeni tagliatori di canna da zucchero, che erano soliti masticarla, mentre i loro padroni e colonizzatori che usavano lo zucchero raffinato iniziarono ad avere i denti marci e mille altri malanni. E non credete a chi vi dice che nei paesi civilizzati la mortalità è diminuita e negli altri è ancora molto alta perché se le risorse del pianeta fossero meglio distribuite tra Nord e Sud non sarebbe certo così.
Dr. Andrea Bolognesi