Ricevo e volentieri diffondo
2 euro per aiutare Claudio e liberare l' Italia dagli ipocriti
Claudio soffre di nefrite e di neuropatia periferica. Il suo medico ha già ricevuto da qualche mese l' autorizzazione da parte del Ministero della Salute per l' importazione del Bedrocan, la cannabis medicinale naturale distribuita dall' Health Ministry olandese, richiesta per dargli "sollievo dal dolore neuropatico e miglioramento nelle articolazioni e nella mobilità".
Ma sta ancora aspettando, perchè
I pazienti sono in attesa che si trovi una soluzione ponte nel frattempo che il disegno di legge del Ministro Turco, che inserisce il THC nella tabella II tra le sostanze prescrivibili, venga approvato definitivamente.
Oggi in Italia alcune Asl forniscono gratuitamente il farmaco ai pazienti, mentre altre, anche nella stessa città, chiedono al malato di pagarlo, come nel caso della Asl di Claudio, mettendo così in crisi il principio Costituzionale del diritto alla salute indipendentemente dal reddito percepito.
Ora con la RmB si è fatto un compromesso, di più non siamo riusciti ad ottenere: il Bedrocan è stato ordinato, ma verrà consegnato al paziente solo se nel frattempo avrà pagato il conto.
Se non lo farà entro 30 giorni, verrà consegnato ad altri pazienti residenti nel territorio di quella Asl che invece possano permettersi la spesa (e siano comunque già stati autorizzati ad importarlo).
Claudio riuscirà a racimolare solo una piccola parte della cifra necessaria, e quindi la sua speranza di curarsi legalmente per qualche mese con i fiori di Cannabis dipende da noi.
Inutile dire quanto sia importante, anche a livello culturale, che anche in Italia si sappia che molti pazienti traggono beneficio da questa antica cura naturale, consapevolezza che si era sempre scontrata con l' obiezione che 'la cannabis è una droga che uccide i nostri giovani' e non un farmaco.
Bene, anche con soli due Euro a testa non aiuteremmo solo Claudio nella sua battaglia, ma aiuteremmo la società italiana tutta a togliersi molti strati di paraocchi ideologici ed a diventare finalmente civile, in quanto anche Claudio potrà parlare senza timore ad alta voce dei benefici riscontrati nel corso della terapia, contribuendo con gli altri pazienti ad una importante battaglia per la verità.
Già nel caso di Fabrizio di Chieti a gennaio siamo riusciti a raccogliere i soldi necessari (sul sito c' è l' estratto conto), e speriamo di farcela anche questa volta con l' aiuto di tutti, anche con i tuoi 2 euro.
Inviali tramite c/c postale a:
C/C postale: 67474270 intestato a: Fabrizio Pellegrini
(Coord. Bancarie: IT-44H-07601-15500-000067474270)
il PIC
7 / 02 / 2007
http://pazienticannabis.org info@pazienticannabis.org
SOSTENIAMO FABRIZIO ! 
Chi ha detto che i consumatori non subiscono conseguenze penali? Per 6 volte consecutive in 6 anni, Fabrizio Pellegrini ha verificato sulla propria pelle la falsità di questa affermazione.
Lo scorso 22 giugno era stato arrestato per la sesta volta, detenzione di marijuana in quantità superiore a quella 'consentita' dalle tabelle (circa 50 grammi) ed 11 germogli di canapa nati in casa. Era il 6° anno che si coltivava qualche piantina in casa, ed è stato il 6° anno di perquisizione all' alba, denuncia per autocoltivazione (3 mesi in carcere l' estate 2005) e lapidazione a mezzo stampa, bollato criminale senza mai un' accusa di spaccio, nonostante l’ accanimento delle forze dell’ ordine locali.
Perchè tante attenzioni? Eppure Fabrizio è una risorsa per la sua comunità: diplomato al conservatorio in pianoforte è anche pittore di talento che ha esposto in diverse mostre. E’ un artista sensibile, una persona fragile e minuta... un sognatore, un Peter Pan che non ha mai visto Nederland ma che continua a crederci. Queste capacità però gli permettono appena di sopravvivere, Chieti non è una metropoli e le spese sono tante, specie con 6 processi che ti scandiscono la vita. Ovviamente è sempre in bolletta; non sopporta la burocrazia con le sue liste d' attesa, per esempio all'ospedale, e la limitazione al suo diritto alla salute. Fabrizio infatti è malato: soffre di fibromialgia e artrite reumatoide. Questo quadro clinico non gli permette di lavorare ed è nettamente peggiorato col comparire d’allergie varie e d’uno stato ansioso; è impaziente al confronto con persone che non comprende e che non lo comprendono. Fabrizio ha sempre sostenuto di usare la cannabis perché su di lui contrasta il dolore e la rigidità delle articolazioni, anche se in aula di tribunale l' hanno guardato come un marziano.
Così scriveva l' anno scorso:
"Sono disoccupato, ho 37 anni e nonostante il diploma di pianoforte il lavoro è un problema molto serio per un soggetto affetto da sindrome neuro-vegetativa con patologia reumatica all’apparato muscolo-scheletrico.
La cattiva luce in cui mi hanno messo i media locali per via della mia medicina sono un ostacolo alle possibilità di integrazione ...."A luglio il suo medico ha richiesto la terapia col Bedrocan (cannabis medicinale importata dall' Olanda) ed il ministero ha rilasciato la necessaria autorizzazione all' importazione, ma l’ Asl di Chieti gli ha chiesto di pagare il costo di farmaco + procedura (=500euro) prima di ordinarglielo, se no niente terapia, alla faccia del diritto costituzionale alla cura indipendentemente dal reddito.
Il problema è che l' autorizzazione scadrà a gennaio e, se il farmaco non sarà arrivato per allora, dovrà ricominciare tutto da capo in un ambiente ancora più ostile.
Infatti, con un' assoluzione e tre condanne in primo grado, ha molte udienze dei vari processi davanti a sè (alcune tra breve), e poter portare in aula il farmaco ottenuto con regolare autorizzazione lo aiuterebbe non poco.
Come potrebbero condannarlo ancora per curarsi con una sostanza che, se paga, è autorizzato ad usare?
E' per questo che vogliamo aiutarlo, lanciando una sottoscrizione nazionale. Due, tre, cinque euro a testa da centinaia di persone darebbero la misura della solidarietà che la sua battaglia necessita.
Non vogliamo trovarci di nuovo a dover gridare: FABRIZIO LIBERO SUBITO!, chiediamo invece una forte mobilitazione perché con tutta la sua fragilità sta disperatamente difendendo il suo, il nostro diritto all’autocura.
Numero C/C postale: 67474270
intestato a: Fabrizio Pellegrini
(Coord. Bancarie: IT-44H-07601-15500-000067474270)
il PIC
info@pazienticannabis.org